Si è svolta a Lamezia Terme l’“Assemblea delle assemblee” promossa dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, un confronto che ha riunito delegati, lavoratori, pensionati, associazioni e movimenti territoriali. Al centro del dibattito le campagne nazionali “Io firmo per il diritto alla salute” e “Stesso lavoro, stesso contratto”, con un focus su sanità pubblica, sicurezza sul lavoro e contrasto alla precarizzazione.
Scalese: “Serve una grande mobilitazione sociale”
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, che ha definito le due proposte di legge di iniziativa popolare come un punto di partenza per una più ampia mobilitazione. “Serve una grande mobilitazione sociale e civile sui temi che attraversano la vita delle persone: sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, diritti e dignità del lavoro”, ha affermato Scalese.
Il dirigente sindacale ha richiamato le criticità del sistema sanitario calabrese, tra liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà di accesso alle cure, sottolineando come la pandemia abbia evidenziato la centralità del Servizio sanitario nazionale.
Sanità e autonomia differenziata: il nodo delle disuguaglianze
Scalese ha collegato la crisi della sanità al tema dell’autonomia differenziata, evidenziando il rischio di un aumento delle disuguaglianze territoriali. “Non possiamo accettare una sanità sempre più diseguale tra territori ricchi e territori fragili”, ha dichiarato, chiedendo investimenti su personale, medicina territoriale e Case di comunità.
Sicurezza sul lavoro e sistema degli appalti
Ampio spazio è stato dedicato al tema della sicurezza sul lavoro e alla frammentazione del sistema degli appalti e subappalti. Scalese ha denunciato la diffusione dei subappalti a cascata, definendoli un fattore di aumento dei rischi e di difficoltà nell’individuazione delle responsabilità in caso di incidenti.
Ha inoltre annunciato la partecipazione della Cgil alla marcia silenziosa contro le morti sul lavoro prevista a Catanzaro.
Fortuna: “Appalti, compressione dei diritti e privatizzazione”
Nel corso dell’assemblea è intervenuta anche Nadia Fortuna, che ha definito la raccolta firme una “campagna di partecipazione democratica”. Fortuna ha denunciato la dinamica degli appalti come leva di compressione di salari e tutele, oltre alla crescente privatizzazione del sistema sanitario pubblico.
Tra le proposte, il superamento del massimo ribasso, la limitazione dei subappalti e il rafforzamento delle responsabilità delle aziende committenti.
Iannello: “Sanità calabrese ancora in crisi strutturale”
Critico l’intervento di Michele Iannello, che ha sottolineato come la fine del commissariamento non abbia risolto le criticità della sanità regionale. Secondo Iannello, aumentano mobilità passiva e rinuncia alle cure, mentre la medicina territoriale resta debole e spesso insufficiente a garantire servizi adeguati.
“Ormai si cura chi può pagare”, ha affermato, richiamando il rischio di una progressiva privatizzazione.
Logiacco: “Diritti e lavoro devono essere uguali per tutti”
A concludere i lavori è stata Celeste Logiacco, della segreteria regionale Cgil Calabria, che ha rilanciato la mobilitazione su scala nazionale. Logiacco ha evidenziato l’impatto della crisi sanitaria su territori interni e aree più fragili, tra spopolamento e invecchiamento della popolazione.
“Troppo spesso chi svolge lo stesso lavoro non ha gli stessi diritti e le stesse condizioni contrattuali”, ha sottolineato, richiamando la necessità di sostenere la campagna sindacale.
Raccolta firme ai banchetti sul territorio
La Cgil ha infine annunciato che da domani sarà possibile firmare le proposte di iniziativa popolare attraverso banchetti organizzati su tutto il territorio nazionale. Una mobilitazione che punta a rafforzare il diritto alla salute e a contrastare precarietà e disuguaglianze nel mondo del lavoro.








