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15 Maggio 2026
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Sanità calabrese, il richiamo di Vittadini: “Troppa frammentazione tra le Regioni”

A Catanzaro il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà denuncia le forti disuguaglianze tra i sistemi sanitari regionali e invoca una riforma nazionale

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La sanità italiana non può continuare a funzionare come un insieme di sistemi separati e autonomi. È il monito lanciato da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, intervenuto a Catanzaro alla presentazione del rapporto “Sussidiarietà e salute” presso la Cittadella regionale. Secondo Vittadini, nel sistema sanitario nazionale emergono “grandi sperequazioni tra le Regioni” che rischiano di amplificare le disuguaglianze nell’accesso alle cure.

“Serve una grande riforma del sistema sanitario”

Il presidente della Fondazione ha richiamato la necessità di una riforma strutturale del modello sanitario italiano. “Occorre cambiare il sistema perché altrimenti taglieremo fuori tanta gente”, ha affermato, sottolineando la necessità di un forte investimento pubblico e di una revisione complessiva dell’assetto organizzativo.

Per Vittadini non è più sostenibile un modello in cui le Regioni procedono in modo disomogeneo senza un coordinamento efficace tra livelli istituzionali.

Il modello di governance: pubblico e privato in collaborazione

Nel suo intervento, Vittadini ha insistito sul concetto di governo sussidiario della sanità, basato sulla collaborazione tra pubblico e privato e tra Stato e Regioni. “Tutto questo si fa con un governo sussidiario, collaborando tra privato e pubblico e tra Regione e Stato”, ha spiegato, evidenziando come questa integrazione sia oggi ancora insufficiente.

Intelligenza artificiale e sanità: il ruolo della Calabria

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, considerata uno strumento strategico per il futuro della sanità. Secondo Vittadini, l’IA è “fondamentale per regioni come la Calabria”, soprattutto per affrontare le criticità legate alle aree interne e alla carenza di servizi.

Il rischio dell’emigrazione sanitaria

Il quadro tracciato si chiude con un allarme sull’emigrazione sanitaria, fenomeno che continua a colpire anche la Calabria. L’assenza di investimenti adeguati in qualità dei servizi, secondo Vittadini, alimenta la mobilità dei pazienti verso altre regioni, accentuando ulteriormente le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure.

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