Si è svolta nelle primissime ore del mattino di sabato 16 maggio 2026 la cerimonia funebre di Giuseppe Commisso, conosciuto come “U Mastru”, figura indicata negli atti investigativi come appartenente ai vertici della cosca Commisso, attiva nel territorio del mandamento jonico reggino.
Il rito si è tenuto in forma strettamente privata, come disposto dal Questore di Reggio Calabria Paolo Sirna, con un dispositivo di sicurezza presente nell’area del cimitero comunale di Siderno. La tumulazione è avvenuta all’alba, in un contesto di accesso limitato e sotto il controllo delle forze dell’ordine, impegnate a garantire l’ordine pubblico.
Il rientro della salma dopo l’autopsia a Milano
Il rinvio delle esequie è stato determinato dall’apertura di un fascicolo d’indagine da parte della Procura di Milano, che ha disposto accertamenti medico-legali sulla morte del 79enne, avvenuta nell’ultima settimana di aprile mentre si trovava in stato di detenzione nel capoluogo lombardo.
Su richiesta dei legali della famiglia, gli inquirenti hanno incaricato un medico legale per l’esecuzione dell’autopsia, con l’obiettivo di chiarire le cause del decesso. Solo dopo il completamento degli esami, la salma è stata restituita ai familiari e trasferita nella serata precedente a Siderno, consentendo la successiva sepoltura.
Il profilo giudiziario e l’inchiesta “Crimine”
Giuseppe Commisso era detenuto al regime del carcere duro (41 bis) e nel 2010 era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Crimine”, considerata una delle più rilevanti inchieste sulla ‘ndrangheta.
Secondo le risultanze investigative di quell’indagine, Commisso era indicato come reggente dell’omonima cosca di Siderno e, sempre sulla base degli atti giudiziari, avrebbe avuto un ruolo di riferimento nei collegamenti con le articolazioni criminali in Canada e Australia.
Il procedimento si era concluso l’8 marzo 2012, con la definizione delle posizioni processuali degli imputati e con la pena più severa inflitta proprio al 79enne, secondo quanto riportato negli atti della vicenda giudiziaria.
Accertamenti in corso sulla morte in carcere
Resta ora aperto il capitolo relativo alle cause del decesso, oggetto dell’inchiesta avviata dalla Procura milanese. Gli esiti degli accertamenti medico-legali saranno determinanti per ricostruire le circostanze della morte avvenuta in regime detentivo.








