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16 Maggio 2026
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Girifalco, l’ombra dell’amianto sei anni dopo l’esplosione: il caso dell’ex Avicola Victor

Nonostante i solleciti al Prefetto e l'accesso autorizzato dalla Procura, la bonifica resta un miraggio. La denuncia dei residenti: "Solo tagli all'erba, ma il materiale friabile è ancora lì"

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La ferita è aperta dal 17 marzo 2020. Quel giorno, un’esplosione nel complesso industriale ex Avicola Victor Sas di Girifalco ha polverizzato le coperture in cemento-amianto della struttura, trasformando l’area in una bomba ecologica a pochi metri dalle abitazioni.
Da allora, per i residenti, il tempo sembra essersi fermato. Le lastre danneggiate sono ancora lì, esposte alle intemperie, con il costante rischio di dispersione di fibre killer nell’aria.
“La situazione permane invariata”, denunciano i cittadini, stanchi di convivere con una minaccia invisibile ma concreta per la salute pubblica.

Il muro di gomma delle istituzioni

Per anni le richieste di informazioni sono cadute nel vuoto. La svolta burocratica è arrivata solo lo scorso autunno, ma non per iniziativa spontanea del Comune. Soltanto dopo un sollecito formale al Prefetto di Catanzaro e un richiamo della Segretaria Comunale, l’Assessore competente ha rotto il silenzio.
Il 3 novembre 2025 è stato comunicato che la richiesta di finanziamento per la bonifica, inviata al Dipartimento Ambiente solo pochi giorni prima, non era stata accolta. Un tempismo – proseguono nel loro racconto i cittadini – che suggerisce come l’amministrazione abbia agito “unicamente sotto pressione di solleciti esterni qualificati”, ignorando sistematicamente le istanze dei cittadini.

Il “via libera” della Procura e i mancati interventi

Eppure, i presupposti legali per agire ci sarebbero tutti. Il 20 ottobre 2025 – proseguono – la Procura ha concesso il “via libera” per l’accesso all’immobile ai fini della bonifica, riconoscendo ufficialmente il rischio per la popolazione.
La Polizia Locale ha persino ammesso che i mancati riscontri precedenti erano dovuti a “errori telematici”, confermando lo stato di degrado del sito nonostante le ordinanze vigenti. Tuttavia, nei sei mesi successivi all’autorizzazione giudiziaria, il nulla di fatto: gli unici lavori documentati – è ancra riferito nella missiva – riguardano il semplice taglio della vegetazione infestante, un intervento estetico che non tocca minimamente il problema della messa in sicurezza del materiale friabile.

Il paradosso dello Sportello Amianto

Seco ndo il gruppo di cittadini, a rendere la vicenda quasi grottesca è il contrasto con la comunicazione politica dell’ente. Mentre il sito dell’ex Avicola Victor resta contaminato, il Comune annuncia in pompa magna l’adesione allo Sportello Nazionale per la Lotta all’Amianto.
Un’iniziativa che, agli occhi di chi vive a ridosso delle macerie pericolose, appare come una beffa.
“Tale adesione stride con l’inerzia concreta sulla bonifica”, concludono i residenti, che restano in possesso di una copiosa documentazione e rilievi fotografici pronti a testimoniare come, tra annunci e rinvii, la salute dei cittadini di Girifalco sia ancora l’ultima delle priorità.

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