In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale del 13 maggio, il sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea ha voluto tracciare un quadro dettagliato e definitivo sulla situazione del litorale cittadino.
“Ho ritenuto doveroso intervenire ancora una volta per fare chiarezza, con atti ufficiali e non con chiacchiere, su temi per noi fondamentali”, ha dichiarato il primo cittadino, accendendo i riflettori su un’emergenza che sta penalizzando fortemente la comunità : “Parliamo dell’erosione costiera e il lungomare per i quali ci stiamo battendo ormai da anni, nel silenzio di quelle istituzioni come la Regione che dovrebbero intervenire mentre il mare, anno dopo anno, sta divorando la nostra costa”.
Un progetto fermo nei cassetti dal 2017
Per l’amministrazione comunale, la trasparenza viene prima di tutto, specialmente quando si parla di scadenze e cantieri mai aperti. “Abbiamo scelto di parlare attraverso documenti, relazioni, fotografie e atti amministrativi, lasciando ad altri i toni trionfalistici e le ricostruzioni fantasiose”, ha spiegato Giudiceandrea, ricostruendo l’iter per la posa dei “pennelli” antierosione, un intervento che i cittadini attendono da troppo tempo.
“Siamo qui a dover sottolineare una data, un anno: attendiamo la realizzazione di questo progetto ormai dal lontanissimo 2017”.
Il blocco, secondo la ricostruzione del capo della giunta, è da imputare interamente ai canali sovracomunali. A detta di Giudiceandrea tutto ciò accade “anche per colpa, è bene dirlo chiaramente, di funzionari della Regione che insabbiano progetti, non sappiamo se per ripicca di carattere politico, per inerzia della pachidermica burocrazia, o più semplicemente per incapacià gestionale. Sta di fatto che attendere ormai quasi dieci anni per un progetto del genere è paradossale”.
E tutto questo mentre il mare continua a consumare ampi tratti di spiaggia.
Il nodo tecnico delle relazioni Unical
Al di là dei ritardi nei palazzi regionali, emergono anche precisi ostacoli procedurali che rallentano l’avvio dei lavori.
“Il procedimento risulta fermo proprio per la mancanza delle relazioni tecniche da parte dell’Unical”, ha evidenziato Giudiceandrea, sottolineando anche come questa sia una circostanza oggettiva e interamente documentata.
Il sindaco ha inoltre ricordato che non si può parlare di un problema nato all’improvviso o gestito con superficialità : “In consiglio comunale abbiamo anche voluto dimostrare in maniera inequivocabile come il fenomeno erosivo che interessa il lungomare di Calopezzati non sia affatto un problema nato negli ultimi anni, ma una criticità storica che il nostro territorio subisce da decenni”.
I progetti presentati alla Protezione Civile
Di fronte allo stallo degli enti superiori, il Comune rivendica di aver fatto la propria parte e di aver attivato tutti i canali possibili per ottenere i finanziamenti. “Per quel tratto di costa, infatti, gli unici progetti formalmente presentati alla Protezione Civile sono stati predisposti da questa Amministrazione comunale. Nessun altro, prima di noi, aveva prodotto atti concreti finalizzati al reperimento di risorse e alla messa in sicurezza del lungomare”, ha puntualizzato il primo cittadino.
Un lavoro di programmazione che ha portato a riscontri tangibili: “Il Comune di Calopezzati risulta inserito nell’elenco dei Comuni beneficiari dei ristori e dei finanziamenti previsti per le criticità erosive costiere, proprio grazie all’attività amministrativa e progettuale portata avanti in questi anni. Pertanto, risulta fuorviante il tentativo di attribuire inerzie o mancanze a questa Amministrazione, quando gli atti dimostrano esattamente il contrario”.
Trasparenza e rispetto per i cittadini
L’obiettivo finale rimane la salvaguardia del territorio attraverso un percorso rigoroso e lontano dalle strumentalizzazioni. “Noi continuiamo a lavorare nelle sedi istituzionali, con responsabilità e serietà , senza alimentare illusioni o false aspettative nei confronti dei cittadini”, ha concluso Giudiceandrea, ricordando che tutta la documentazione presentata in assise resta pubblica e a disposizione della cittadinanza.
“La tutela della costa e del lungomare non può diventare terreno di passerelle. È una questione seria che richiede competenza, programmazione e rispetto della verità , che non può certamente essere soggettiva ma documentata”.
L’emergenza sistemica delle coste calabresi
Il caso di Calopezzati non è purtroppo un’eccezione isolata, ma lo specchio di una crisi ambientale che stringe d’assedio l’intera Calabria. Con quasi 800 chilometri di litorale, la regione assiste da anni a un progressivo e inesorabile arretramento delle proprie spiagge, dovuto agli effetti del cambiamento climatico ma anche a una cronica mancanza di interventi strutturali a lungo termine.
Quella dell’erosione non è soltanto una battaglia per difendere il paesaggio, ma una necessità vitale per salvaguardare l’economia turistica e la sicurezza delle infrastrutture costiere. Senza una cabina di regia regionale capace di superare le lungaggini burocratiche e di agire con una visione d’insieme, il rischio concreto è quello di veder sparire per sempre intere porzioni del patrimonio naturale calabrese.








