La frattura tra il Cosenza Calcio e la sua piazza è ormai insanabile. Mentre la dirigenza tenta di gettare acqua sul fuoco della contestazione sbandierando presunti traguardi strategici, la tifoseria organizzata risponde compattandosi e portando la protesta direttamente nelle strade della città. La tensione accumulata durante l’intera stagione calcistica sta per confluire in una mobilitazione di massa che contesta radicalmente la gestione del presidente Eugenio Guarascio, accusato di aver svuotato di ambizioni e dignità il club rossoblù.
La polemica sul vivaio e l’accusa di mistificazione
A incendiare ulteriormente gli animi è stato un recente comunicato stampa con cui la società ha celebrato con enfasi i risultati del proprio settore giovanile. Nel dettaglio, il club ha dipinto come esaltante la salvezza conquistata alla penultima giornata nel torneo di Primavera 2. Si tratta, tuttavia, di un campionato in cui soltanto tre anni fa la formazione cosentina lottava per i playoff e per la promozione in Primavera 1. La nota ufficiale ha provato a raccogliere consensi anche attorno ai cammini delle selezioni minori, ignorando però il dato oggettivo dell’Under 15, che ha chiuso l’anno all’ultimo posto in classifica con un magro bottino di sole tre vittorie su 26 partite disputate.
Sebbene nel calcio giovanile il risultato sul campo non sia l’unico metro di giudizio per valutare la bontà del lavoro svolto, l’opinione pubblica e la tifoseria non comprendono come si possa rivendicare una presunta qualità per attività che vengono percepite alla stregua di una forzatura imposta dagli obblighi federali. La piazza vi legge un maldestro tentativo di mistificazione della realtà compiuto da una società che continua a operare all’insegna della spending review. Anche in questa stagione, infatti, il settore giovanile è ripartito a ridosso dell’esordio in campionato, strutturato con staff tecnici d’emergenza dopo i numerosi addii degli ultimi anni e, di fatto, senza alcuna operazione di mercato mirata.
Il popolo rossoblù si mobilita: l’appello per il corteo
La risposta della città a questa gestione non si è fatta attendere. Ieri mattina i sostenitori silani hanno annunciato una grande manifestazione per venerdì 29 maggio, lanciando un appello aperto a chiunque abbia a cuore il destino della squadra affinché partecipi all’iniziativa. Il corteo battezzato “Liberiamo il Cosenza”, prenderà il via alle ore 18,36 da Piazza Kennedy, un orario fortemente simbolico che richiama l’anno di fondazione del club.
I gruppi organizzati della Curva Sud hanno affidato il loro pensiero a un duro messaggio che riassume mesi di sacrifici e di posizioni intransigenti. “Per un’intera stagione abbiamo portato avanti una diserzione senza precedenti. Siamo rimasti lontani dai gradoni e da quella curva che per noi è vita, appartenenza, identità. Lo abbiamo fatto con orgoglio, coerenza e dignità, rinunciando a ciò che amiamo perché a volte l’assenza diventa l’unico modo per far sentire ancora più forte la propria presenza. Abbiamo continuato a cantare con orgoglio in trasferta e, durante le partite casalinghe, siamo rimasti fuori dal nostro tempio con i nostri colori e la nostra voce, mai lontani dal Cosenza” hanno dichiarato i rappresentanti del tifo, chiarendo come lo svuotamento programmato dello stadio San Vito-Marulla sia stato l’atto di accusa più doloroso ma necessario per contrastare l’attuale proprietà.








