La Calabria prova a giocare una partita ambiziosa sul terreno più competitivo del turismo contemporaneo: quello della promozione digitale, dei mercati aerei e della capacità di intercettare i viaggiatori prima ancora che scelgano la meta delle proprie vacanze. Non una semplice campagna pubblicitaria, ma un piano strutturato per portare il brand “Destinazione Calabria” dentro i circuiti europei e nazionali del turismo, puntando su uno degli operatori più forti nel trasporto low cost: Ryanair.
Al centro dell’operazione c’è l’accordo quadro regionale per l’affidamento dei servizi di marketing digitale turistico, dal valore complessivo stimato di 47 milioni di euro al netto dell’Iva. Un investimento importante, costruito per rafforzare la visibilità della Calabria nei mercati di riferimento e, soprattutto, per aumentare il traffico negli aeroporti calabresi. L’obiettivo scritto negli atti è chiaro: incrementare, nell’arco di vita del progetto, almeno del 10% il flusso passeggeri negli scali della regione.
Una strategia per vendere la Calabria prima del viaggio
La scelta della Regione guarda a un dato ormai evidente: oggi la destinazione turistica si costruisce prima di tutto online. Le campagne digitali, la profilazione dei mercati, la presenza sulle piattaforme utilizzate dai viaggiatori e il collegamento diretto con le rotte aeree sono diventati strumenti centrali per competere con le altre regioni italiane e con le mete del Mediterraneo.
In questa cornice, la Calabria sceglie di puntare su una strategia ad alta visibilità, legando la promozione turistica ai mercati serviti dal trasporto aereo. La logica è semplice: intercettare chi viaggia in aereo, promuovere la regione nei Paesi e nelle aree di maggiore interesse, rafforzare il brand Calabria Straordinaria e trasformare l’attenzione digitale in arrivi reali negli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone.
Ryanair prima nei quattro lotti
L’accordo quadro è stato suddiviso in quattro lotti: Western Europe, Central Europe, Eastern Europe e Mercati interni. Gli importi stimati sono consistenti: 10,5 milioni per l’Europa occidentale, 11,5 milioni per l’Europa centrale, 5 milioni per l’Europa orientale e 20 milioni per il mercato interno. In tutti e quattro i lotti, Ryanair DAC risulta prima classificata. La compagnia irlandese, già protagonista del traffico aereo low cost in Calabria e in gran parte d’Europa, diventa il principale attore della prima fase di promozione digitale della destinazione. Una scelta che appare coerente con la volontà di collegare il marketing turistico non solo alla comunicazione istituzionale, ma anche alla capacità concreta di orientare flussi di passeggeri verso gli aeroporti calabresi.
Il primo giro operativo emerge dai decreti del 24 marzo 2026. La Regione ha disposto quattro liquidazioni, ciascuna da 603.900 euro Iva compresa, per un totale di 2.415.600 euro. Le somme riguardano le prime campagne promozionali collegate ai quattro lotti affidati a Ryanair. Si tratta del primo passaggio economico visibile di una programmazione molto più ampia. Una macchina che, se ben governata e accompagnata da dati misurabili, può rappresentare uno degli investimenti più incisivi degli ultimi anni per il turismo calabrese.
La sfida: trasformare la visibilità in presenze
Il punto decisivo, adesso, sarà la capacità di trasformare la promozione in risultati. La Calabria non parte da zero. Il sistema aeroportuale regionale ha già mostrato segnali di crescita: dal rendiconto Sacal relativo al 2023 emerge un quadro in miglioramento, con aumento dei passeggeri, crescita dei movimenti e un ritorno all’utile dopo la perdita dell’esercizio precedente.
La campagna regionale si inserisce dunque in una fase in cui gli scali calabresi possono diventare una leva strategica per l’intero comparto turistico. Non solo mare e alta stagione, ma anche borghi, aree interne, turismo religioso, culturale, naturalistico ed esperienziale. La vera scommessa è allungare la stagione, aumentare i collegamenti, dare continuità ai flussi e rendere la Calabria una destinazione riconoscibile tutto l’anno.
Un investimento che può cambiare passo al turismo calabrese
Letta in chiave positiva, l’operazione ha un significato preciso: la Regione prova a uscire dalla promozione episodica e a costruire una presenza stabile sui mercati. Il turismo non si conquista più soltanto con gli spot generici o con la partecipazione alle fiere, ma con campagne mirate, dati, piattaforme, rotte, aeroporti e capacità di misurare il ritorno degli investimenti.
I 47 milioni rappresentano quindi una cifra importante, ma anche una dichiarazione di metodo: la Calabria vuole competere dove oggi si decide una parte rilevante delle scelte di viaggio. Ryanair, prima nei quattro lotti, diventa il veicolo principale di questa prima fase. Ora la sfida sarà far atterrare quella visibilità dentro l’economia reale: più passeggeri, più turisti, più presenze, più lavoro per alberghi, ristoranti, stabilimenti, servizi e territori.
Per una regione che per anni ha faticato a trasformare le proprie bellezze in prodotto turistico organizzato, questa può essere una svolta. A condizione che la promozione digitale diventi parte di una strategia più ampia: aeroporti efficienti, collegamenti interni, accoglienza, servizi, eventi, marketing territoriale e continuità amministrativa. Perché portare i turisti in Calabria è il primo passo. Farli tornare è la vera vittoria.








