A distanza di anni dalla storica fusione che ha dato vita a Corigliano Rossano, il dibattito sul futuro della città si accende nuovamente.
Il Partito Democratico, attraverso una nota congiunta del segretario cittadino Francesco Madeo e del capogruppo in consiglio comunale Giuseppe Candreva, chiede a gran voce un cambio di passo immediato per non vanificare l’enorme potenziale del territorio.
E tutto questo non senza una considerazione a posteriori: il Pd, partito di “governo”, sostenitore dell’amministrazione comunale, rappresentato in consiglio comunale ed in altri apparati, quasi costretto a dover parlare al sindaco, Flavio Stasi, attraverso comunicati stampa. In cui sostanzialmente lo accusano di non avere “visione”.
Oltre l’unificazione formale: la sfida dell’identità
I vertici del Pd locale mettono in chiaro che il percorso amministrativo non è stato ancora metabolizzato appieno dal tessuto sociale. “La fusione amministrativa ha rappresentato una scelta storica e coraggiosa, ma oggi appare evidente come il percorso verso una vera città unica sia ancora incompleto”, spiegano Madeo e Candreva.
Secondo i due esponenti dem, l’unificazione burocratica da sola non è sufficiente a fare la differenza: “Per costruire realmente una grande città moderna del Sud servono visione, programmazione e capacità di trasformare la fusione in una autentica identità urbana, sociale ed economica. Ed è proprio su questo terreno che si gioca la sfida e si devono fare i passi in avanti che i cittadini si aspettano”. Esistono ancora forti resistenze culturali nella percezione stessa della città, un ostacolo che va superato attraverso il dialogo aperto.
“Per questo riteniamo necessario aprire momenti di confronto pubblico e di proposta, mettendo al centro alcuni temi fondamentali. Occorre rafforzare l’identità cittadina attraverso simboli condivisi e una comunicazione unitaria, preservando e valorizzando al tempo stesso le identità storiche di Corigliano e Rossano”.
Il nuovo Ospedale, la cittadella degli uffici e la rivoluzione della mobilità
Un ruolo chiave nel disegno della Corigliano Rossano del futuro spetta alle grandi infrastrutture e alla riorganizzazione dei servizi sul territorio. I dem individuano nel nuovo nosocomio il fulcro di una nuova rete urbana policentrica.
“Particolare attenzione merita l’area del nuovo Ospedale della Sibaritide, che deve diventare una nuova centralità urbana attorno alla quale programmare servizi, collegamenti e sviluppo”, sottolineano.
Questo sviluppo deve tradursi in un modello che avvicini le istituzioni alla periferia: “Un centro gravitazionale, della città policentrica, accompagnato da una struttura amministrativa moderna ed efficiente, da una migliore organizzazione dei servizi, dalla realizzazione della cittadella degli uffici (intesa non solo come opera architettonica ma come simbolo concreto dell’unità amministrativa) e da municipi territoriali realmente vicini ai cittadini”.
Creare il cosiddetto “effetto città” è la priorità assoluta per sbloccare il potenziale del territorio. “Questi elementi rappresenterebbero un passaggio importante per costruire concretamente ‘l’effetto città’, senza cancellare ma anzi valorizzando le identità storiche e il patrimonio umano di Corigliano e Rossano”.
Ma la vera integrazione passa inevitabilmente dai trasporti e dalla tecnologia. “Fondamentale, in questa prospettiva è anche il tema della mobilità urbana. Senza collegamenti efficienti non può esistere una vera integrazione cittadina. Bisogna investire nel trasporto pubblico locale, nelle infrastrutture intelligenti e nella digitalizzazione dei servizi, attraverso fermate moderne e una app dedicata alla mobilità urbana che renda più semplice, accessibile ed efficiente l’utilizzo dei mezzi pubblici”.
Turismo nel Mediterraneo e partecipazione: il piano d’azione del PD
Lo sguardo si allarga poi alle prospettive di sviluppo economico e turistico, guardando oltre i confini comunali e puntando sulle radici storiche dell’area.
“Nella strategia di valorizzazione turistica, culturale e territoriale guardiamo con attenzione anche alla costituzione della Rete Turistica dei Comuni Terrae Magna Grecia, per mettere in rete la costa (per Corigliano Rossano anche in prospettiva del nuovo piano spiaggia), il patrimonio storico, le eccellenze agroalimentari e la posizione strategica del territorio nel Mediterraneo. Attorno a questo serve costruire anche un brand forte e riconoscibile, capace di identificare chiaramente il nostro territorio nel panorama nazionale e internazionale”.
Il rischio di sprecare questa occasione storica è altissimo se non si coinvolgono tutte le forze vive della comunità. “Una grande città si costruisce coinvolgendo cittadini, associazioni, scuole, professionisti, forze sociali e partiti. Il rischio, altrimenti, è quello di sprecare una opportunità storica”.
Per questa ragione, il PD annuncia una mobilitazione capillare per le prossime settimane. “Avvieremo momenti di confronto e proposta sui principali temi strategici per il futuro della città: identità urbana, mobilità, governo del territorio, servizi, partecipazione e innovazione“.
La chiosa finale suona come un appello alla responsabilità collettiva e al coraggio politico: “La fusione non deve essere considerata il punto di arrivo, ma il punto di partenza di un’ambizione più grande: costruire una città moderna, efficiente e capace di valorizzare pienamente tutte le sue risorse e identità territoriali. Oggi, più che mai, è necessario lavorare insieme, con maggiore coraggio politico, capacità progettuale e una visione più moderna della città, per fare di Corigliano-Rossano una delle realtà più importanti del Mezzogiorno”.








