Il pomeriggio di sabato 16 maggio via Emilia Centro, a Modena, si è trasformata improvvisamente nello scenario di un incubo. Un uomo di 31 anni, Salim El Koudri, si è lanciato a folle velocità sulla folla a bordo della propria vettura, travolgendo e ferendo gravemente numerosi passanti. Nel caos, nel panico e nel sangue di quei terribili istanti, mentre molti cercavano comprensibilmente riparo, un uomo ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Quell’uomo è Luca Signorelli.
La testimonianza: il racconto minuto per minuto
“Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate lui scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4 o 5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano. Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E l’ho neutralizzato” ha raccontato Luca.
Il sindaco: “Grande esempio di forza”
Anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, è voluto intervenire sul caso che ha sconvolto la città e ha ringraziato Luca, telefonandogli personalmente e poi un post sui social: “È stato il primo a gettarsi sul criminale che era appena uscito dall’auto. Non era tenuto a farlo ma l’ha fatto dando anche ad altri l’esempio per seguirlo. Una forza e un esempio civico a cui Modena e tutta l’Italia sta guardando con commozione e ammirazione. Gli ho detto che presto sapremo esprimere il nostro riconoscimento”.
L’incontro con Mattarella e Meloni
All’ospedale di Baggiovara, dopo aver subito i due colpi dall’attentatore, il breve incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta” afferma subito Luca e poi conclude visibilmente provato “Come sto? Dopo uno stress del genere è difficile rispondere ma mi sto riprendendo“.








