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18 Maggio 2026
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Tutela del patrimonio sacro: a Catanzaro nasce un modello stabile per il restauro dei beni FEC

Un vertice in Prefettura con il Sottosegretario Wanda Ferro dà il via all'attuazione del Protocollo d'Intesa tra Interno e Cultura. L'accordo trasforma le buone pratiche del territorio in un sistema operativo strutturato

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Il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-religioso della Calabria non dipenderanno più da interventi isolati o d’emergenza, ma da una strategia istituzionale strutturata e di lungo periodo. Presso la Prefettura di Catanzaro, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, si è svolto un importante incontro operativo per tradurre in realtà sul territorio i contenuti del nuovo Protocollo d’Intesa siglato tra il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Viminale e il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.

La riunione, promossa dal Prefetto Castrese De Rosa, ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti delle Diocesi dell’area catanzarese, della Soprintendente Stefania Argenti e dell’ingegnere Floriano Siniscalco per il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche. Al centro del confronto, la necessità di mappare, restaurare e restituire alla piena fruizione pubblica i preziosi beni di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC), un patrimonio in cui l’espressione artistica si fonde indissolubilmente con la fede e l’identità sociale dei territori.

“Il patrimonio del Fondo Edifici di Culto rappresenta una parte preziosa della storia, dell’identità e della memoria delle nostre comunità, perché custodisce luoghi nei quali si intrecciano arte, fede, cultura e vita civile dei territori. In Calabria, e in particolare nella provincia di Catanzaro, l’attenzione del Ministero dell’Interno verso questi beni ha già trovato riscontri concreti attraverso interventi significativi: penso alla Chiesa di San Domenico a Taverna, interessata da un importante intervento finanziato con fondi PNRR, e al complesso di Sant’Antonio di Padova a Lamezia Terme, destinatario di un finanziamento di oltre due milioni di euro per la ristrutturazione della chiesa e del convento. Sono esempi che dimostrano come la collaborazione tra istituzioni, autorità ecclesiastiche, strutture tecniche e amministrazioni competenti possa tradursi in risultati concreti per la conservazione e la valorizzazione dei beni. Il nuovo Protocollo d’intesa va proprio in questa direzione: non si limita a disciplinare singoli interventi, ma mira a costruire un sistema operativo stabile, capace di partire dalla conoscenza puntuale dello stato dei beni, individuare le priorità, programmare gli interventi e assicurare tempi e procedure coerenti con l’importanza del patrimonio da tutelare. L’obiettivo è fare in modo che esperienze positive come quelle ultime di Taverna e Lamezia Terme, per riportare quelle di questa provincia, possano rientrare in un percorso codificato dove trova una precisa disciplina ogni fase del recupero del bene che va dalla ricognizione dell’intervento alla programmazione della spesa, alla esecuzione degli interventi stessi per arrivare sino agli adempimenti informativi tra tutti i Soggetti coinvolti, rafforzando in tal modo una collaborazione istituzionale definita in ogni momento ed orientata alla tutela, alla sicurezza, alla fruibilità pubblica e alla trasmissione alle future generazioni di un patrimonio di straordinario valore storico, artistico e religioso” ha dichiarato il Sottosegretario Ferro.

Competenze e monitoraggio: la mappa del restauro

Il cuore dell’intesa risiede nella definizione di un metodo di lavoro che mette a sistema le diverse competenze tecniche e amministrative. La prima fase, ritenuta cruciale per prevenire il degrado o situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica, prevede una ricognizione capillare dello stato di conservazione degli immobili. In questo scenario, i referenti diocesani e i parroci delle chiese di proprietà del FEC avranno un ruolo attivo di monitoraggio, inviando con costanza relazioni tecniche, atti amministrativi e report fotografici sulle manutenzioni ordinarie.

Questi flussi informativi permetteranno alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Catanzaro e Crotone di valutare lo stato dell’arte sul campo e redigere schede tecniche ed economiche dettagliate sui restauri necessari, quantificandone i costi e inserendoli nella programmazione dei finanziamenti ministeriali. Successivamente, la gestione delle gare, la progettazione esecutiva e il collaudo dei cantieri complessi potranno avvalersi del braccio tecnico del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, assicurando trasparenza, legalità e rispetto del Codice dei contratti pubblici.

Nasce il gruppo di lavoro in Prefettura

L’efficacia del modello risiede nella capacità di fare rete a livello locale, superando le lungaggini burocratiche attraverso un canale di comunicazione diretto tra lo Stato e gli enti ecclesiastici. Le esperienze virtuose già avviate nel catanzarese dimostrano che l’unione delle forze permette di intercettare grandi linee di finanziamento, come quelle legate al PNRR, trasformando i cantieri in volani di sviluppo culturale e turistico per l’intera regione.

“Questo Protocollo agevola il lavoro a livello locale mettendo la Prefettura nelle condizioni di continuare a svolgere il proprio ruolo di impulso e coordinamento attraverso una collaborazione stabile tra Amministrazioni, Diocesi, Soprintendenza e soggetti tecnici competenti, affinché il patrimonio del Fondo Edifici di Culto presente sul territorio possa essere tutelato, conservato e valorizzato mediante programmazione condivisa e realmente efficace”, ha sottolineato il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa.

Per rendere immediatamente operative le linee guida ministeriali, l’incontro si è concluso con l’impegno unanime a istituire formale un tavolo tecnico permanente. Il nuovo gruppo di lavoro vedrà la partecipazione stabile dei delegati della Prefettura, della Soprintendenza, del Provveditorato e delle Diocesi della provincia, configurandosi come una cabina di regia snella e orientata al risultato, pronta a calendarizzare i primi sopralluoghi tecnici sui beni censiti.

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