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21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
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Sicurezza a Rosarno: il Questore chiude un bar. Era diventato il ritrovo abituale di pregiudicati

Sospesa per quindici giorni l'attività commerciale nel centro pianigiano. Il provvedimento d'urgenza è scaturito dai costanti controlli sul territorio messi in atto dagli agenti del Commissariato di Gioia Tauro.

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I controlli amministrativi e di sicurezza sugli esercizi pubblici si confermano uno strumento fondamentale per garantire l’ordine pubblico e recidere i legami di caporalato sociale e criminale sul territorio. A Rosarno, la Polizia di Stato ha notificato ed eseguito un provvedimento di sospensione temporanea della licenza nei confronti del titolare di un bar della cittadina. L’ordinanza, che impone la chiusura immediata della struttura per una durata di quindici giorni, è stata emessa dal Questore della Provincia di Reggio Calabria in applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps), norma che consente la temporanea interdizione dei locali che rappresentino un pericolo per la moralità, il buon costume o la sicurezza dei cittadini.

I controlli sul territorio e i monitoraggi del Commissariato

Il giro di vite non è un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta il culmine di una complessa e prolungata attività di osservazione condotta dagli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro. Nel corso degli ultimi mesi, i poliziotti hanno intensificato i servizi di pattugliamento e i monitoraggi mirati all’interno dei locali pubblici della Piana, procedendo all’identificazione sistematica degli avventori e all’incrocio dei dati con gli archivi della locale Procura della Repubblica.

Proprio durante queste verifiche capillari, gli agenti della squadra amministrativa hanno accertato come l’attività commerciale in questione fosse ormai mutata, in un significativo arco temporale, in un vero e proprio punto di riferimento e snodo logistico per soggetti gravati da precedenti penali. La frequentazione assidua del bar da parte di elementi legati alla microcriminalità e alla criminalità organizzata locale ha spinto le autorità a considerare la prosecuzione dell’attività un potenziale fattore di rischio per l’ordine pubblico.

Il contrasto ai reati contro il patrimonio e allo spaccio

Le relazioni tecniche depositate dai poliziotti e poste alla base del decreto questorile hanno evidenziato la presenza abituale e documentata di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di spiccato allarme sociale. Tra i frequentatori assidui delle aree interne ed esterne del bar figuravano individui gravati da precedenti per lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché soggetti già noti alle forze dell’ordine per reati contro la persona e contro il patrimonio, come rapine e furti.

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