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23 Maggio 2026
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Fine della latitanza, catturato Giuseppe Antonio Trimboli: l’uomo della cosca Piromalli si nascondeva a Genova

Il sessantacinquenne aveva con sé documenti falsi ed è stato rintracciato in un B&B nel quartiere di San Martino dalla Polizia. Era ricercato da circa un anno dopo essersi sottratto ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria

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Si era rifugiato in un bed and breakfast del quartiere di San Martino, a Genova, utilizzando documenti falsi per evitare di essere individuato. È finita così la latitanza di Giuseppe Antonio Trimboli, sessantacinquenne ritenuto vicino agli ambienti della ’ndrangheta calabrese, rintracciato dagli agenti della squadra mobile di Genova insieme ai colleghi della questura di Reggio Calabria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe riuscito per mesi a sottrarsi alle ricerche, cambiando abitudini e mantenendo un profilo basso. La localizzazione è avvenuta al termine di un’attività investigativa coordinata tra Liguria e Calabria.

Il trasferimento nel carcere di Marassi

Dopo il fermo, Trimboli è stato trasferito nel carcere genovese di Marassi. Il provvedimento è stato disposto dal pubblico ministero Stefano Puppo, titolare delle procedure successive all’arresto sul territorio ligure.

Gli investigatori stanno ora verificando eventuali appoggi logistici e contatti che avrebbero consentito al sessantacinquenne di restare nascosto per circa un anno senza essere intercettato dalle forze dell’ordine.

Il nome nell’inchiesta “Provvidenza 2”

Il nome di Trimboli era già emerso nell’operazione “Provvidenza 2”, condotta nel 2017 contro presunti affiliati alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. In quell’indagine, coordinata dalla magistratura calabrese, le accuse contestate a vario titolo comprendevano associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, oltre ad altri reati aggravati dal metodo mafioso.

Le contestazioni fanno riferimento al quadro accusatorio delineato dagli inquirenti nelle diverse fasi dell’inchiesta e dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti.

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