Nel Vibonese il clima elettorale entra nelle ore decisive. Nei 13 Comuni chiamati alle urne domani e dopodomani cresce l’attesa per consultazioni che, in diversi casi, arrivano dopo mesi di tensioni politiche e amministrative. Tra i centri osservati speciali c’è senza dubbio Serra San Bruno, dove la corsa alla guida del municipio si annuncia apertissima.
Il sindaco uscente Alfredo Barillari cerca la riconferma con la lista “Liberamente”, puntando sulla continuità amministrativa e su una squadra che conserva gran parte dell’impianto della precedente esperienza di governo cittadino, pur con alcuni nuovi innesti.
A contendergli il Comune è Vincenzo Damiani, candidato di “Rinascita Comune”, formazione che riunisce diversi esponenti con esperienza politica locale. Nella stessa lista figura anche Vito Regio, finito nelle ultime settimane al centro dell’attenzione social per un comizio diventato virale, caratterizzato dall’utilizzo di espressioni dialettali e riferimenti polemici alla politica cittadina.
A completare il quadro c’è Adriano Tassone, candidato della lista “La Restanza”, che prova a intercettare il voto di cambiamento facendo leva soprattutto sull’entusiasmo del gruppo che lo sostiene.
Acquaro, il nodo quorum dopo due anni di commissariamento
Scenario completamente diverso ad Acquaro, dove la partita elettorale ruota ancora una volta attorno al raggiungimento del quorum. In campo c’è una sola lista, “Acquaro, un tempo nuovo”, guidata da Giuseppe Barilaro, che punta al quarto mandato da sindaco.
Il Comune arriva alle urne dopo una lunga fase di gestione commissariale seguita allo scioglimento per sospette infiltrazioni mafiose disposto nel 2023 e protrattosi fino al 2025. A questo si è aggiunto il fallimento della precedente tornata elettorale dello scorso novembre, annullata di fatto dal mancato raggiungimento della soglia minima di votanti prevista dalla legge.
Anche questa volta non ci sarà alcuna lista concorrente. La compagine che aveva sostenuto l’ex ispettore di polizia Giuseppe Ferraro nella precedente consultazione non si è ripresentata, lasciando nuovamente Barilaro unico candidato.
La lista oggi in corsa ricalca quasi integralmente quella presentata mesi fa. L’obiettivo resta uno solo: superare il 40 per cento degli aventi diritto al voto, esclusi gli iscritti all’Aire, requisito necessario per rendere valida l’elezione.
Tropea, il voto più delicato tra scioglimenti e “impresentabili”
Ma è soprattutto su Tropea che si concentra l’attenzione politica e mediatica della provincia. Qui il voto arriva dopo un decennio segnato da due scioglimenti del Comune per infiltrazioni mafiose, vicenda che ha inciso profondamente sulla stabilità amministrativa della città e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.
La competizione elettorale è resa ancora più tesa dalla decisione della Commissione parlamentare antimafia di inserire nell’elenco degli “impresentabili” due dei tre candidati alla carica di sindaco: Giovanni Macrì, sostenuto dalla lista “Forza Tropea”, e Giuseppe Rodolico, candidato di “Insieme per Tropea”.
Il terzo sfidante è Antonio Piserà, alla guida della lista “Rigeneriamo Tropea”.
Nello stesso elenco della Commissione antimafia figurano anche Caterina Marzolo e Greta Trecate, candidate al Consiglio comunale nella lista Forza Tropea ed entrambe già assessori della precedente amministrazione sciolta.
Dal punto di vista giuridico, tuttavia, l’inserimento nell’elenco degli “impresentabili” non produce effetti automatici sulle candidature. Macrì e Rodolico restano regolarmente candidati e compariranno sulla scheda elettorale. La definizione adottata dalla Commissione riguarda infatti il mancato rispetto del codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti politici e non coincide con le condizioni di incandidabilità previste dalla legge.
Nel caso di Giovanni Macrì, inoltre, resta aperta la questione relativa alla richiesta di incandidabilità collegata al precedente scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. La decisione del tribunale competente, secondo quanto emerso nelle ultime settimane, potrebbe arrivare soltanto dopo la conclusione della tornata elettorale.
Nel Vibonese si vota anche a Ricadi; San Calogero; Briatico; Limbadi; San Gregorio d’Ippona; Maierato; Monterosso Calabro; Spilinga; Vallelonga e Zaccanopoli.








