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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Affluenza, Reggio e Crotone sopra il 62%, ma l’astensione avanza: i dati definitivi nei cinque maggiori comuni calabresi al voto

Castrovillari, Palmi e San Giovanni in Fiore confermano il trend. Il quadro finale delle amministrative 2026 nei cinque centri con più di 15mila abitanti

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Il quadro complessivo che emerge dai cinque comuni calabresi sopra soglia — dei 15mila abitanti, quindi con ipotesi ballottaggio — è quello di un’astensione in crescita, ma senza le scosse che si sono registrate altrove in Italia.
Solo Crotone supera i cinque punti di calo rispetto alla tornata precedente, nessuno crolla sotto il 55%. In un Paese in cui alle comunali l’affluenza nazionale aveva chiuso la prima giornata al 46,31% — quasi quattro punti sotto il 50,20% del 2020 — la Calabria sopra soglia tiene meglio di quanto ci si potesse aspettare. Il che, in una regione in cui l’astensione è da anni la prima forza politica, è già una notizia.
I dati, rilevati sul portale ufficiale del Ministero dell’Interno alla chiusura dei seggi alle ore 15 di lunedì 25 maggio, sono pressoché definitivi per tutti e cinque i comuni. Ordinati per popolazione, raccontano storie diverse dentro una tendenza comune.

Reggio Calabria

Con 195 sezioni trasmesse su 196, il dato reggino è sostanzialmente definitivo: 65,13%, contro il 66,86% delle ultime comunali.
Meno di due punti di distanza, un calo fisiologico che non scalfisce il primato di partecipazione tra i cinque comuni maggiori.
La città dello Stretto vota anche per le circoscrizioni, variabile che storicamente trascina una quota aggiuntiva di elettorato. Ma il raffronto con la traiettoria interna della giornata dice qualcosa in più: alle 19 di domenica l’affluenza era già al 36,26% contro il 33,73% del 2020, in controtendenza rispetto al dato finale. Il lunedì mattina ha livellato verso il basso, come quasi ovunque.

Crotone

Tutte le 74 sezioni trasmesse, dato definitivo e inequivocabile: 62,56%, contro il 67,91% della tornata precedente. È il calo più netto in termini assoluti tra i cinque comuni, oltre cinque punti.
Il segnale era arrivato già domenica sera, quando alle 23 aveva votato il 48,06% contro il 51,54% del 2020. La città pitagorica è anche quella che ha perso di più nel confronto tra le due tornate — il che, a spoglio avanzato, sarà un elemento di lettura non trascurabile per capire se la disaffezione si è distribuita uniformemente tra i candidati o ha premiato qualcuno in particolare.

Castrovillari

Castrovillari chiude con il 61,53%, contro il 62,54% di cinque anni fa: un punto di distanza, il calo più contenuto in percentuale tra i cinque. Eppure il dato va letto con attenzione: alle 23 di domenica Castrovillari era in leggero vantaggio rispetto alla tornata precedente — 45,88% contro 44,35% — e il lunedì ha poi ribaltato il segno. Chi si è recato alle urne nella mattina del secondo giorno non ha compensato il maggior afflusso domenicale di cinque anni fa.

Palmi

Tutte le 20 sezioni trasmesse: 61,88%, contro il 63,83% di cinque anni fa. Quasi due punti di calo sul totale, ma il numero nasconde una domenica che aveva fatto preoccupare la democrazia: alle 23 del 24 maggio l’affluenza era al 47,43%, contro il 63,83% della tornata precedente — un abisso di sedici punti che il lunedì ha in buona parte colmato —. Palmi, quindi, ha votato di mattina, massicciamente. La mobilitazione si è semplicemente spostata sul secondo giorno, senza però recuperare il livello complessivo precedente.

San Giovanni in Fiore

Tutte le 24 sezioni trasmesse: 55,78%, contro il 56,50% delle ultime comunali. Il calo è minimo — meno di un punto — e San Giovanni in Fiore si conferma il comune con la partecipazione più bassa tra i cinque, ma in modo stabile: già nella tornata precedente il dato era il più contenuto del gruppo. La Sila vota meno dello Stretto, e lo fa con una certa costanza.

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