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25 Maggio 2026
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’Ndrangheta, resta in carcere il latitante della cosca Piromalli catturato in Liguria

Convalidato l'arresto per Giuseppe Antonio Trimboli, 65enne ritenuto esponente della cosca Piromalli, arrestato a Genova dopo mesi di latitanza

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Resterà in carcere Giuseppe Antonio Trimboli, 65 anni, originario di Gioia Tauro e ritenuto vicino alla cosca Piromalli, arrestato nei giorni scorsi a Genova dopo una lunga latitanza iniziata nel novembre 2024. La decisione è stata presa dalla gip Elisa Scorza, che ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere anche per il possesso di documenti falsi validi per l’espatrio.

La cattura dopo mesi di latitanza

Trimboli era ricercato dal 30 novembre 2024, quando si era sottratto all’esecuzione di una condanna definitiva a 12 anni per associazione mafiosa maturata nell’ambito dell’operazione “Provvidenza”, coordinata dal Ros dei carabinieri contro la cosca Piromalli. Successivamente, attraverso un provvedimento di cumulo pene, la pena residua era stata rideterminata in 8 anni e 2 mesi di reclusione. Secondo gli investigatori, il 65enne avrebbe trascorso i primi mesi della latitanza in Calabria, spostandosi poi tra Lombardia, Piemonte e Liguria.

Il blitz della Squadra Mobile a Genova

L’arresto è scattato venerdì scorso in un condominio della zona di San Martino, nel capoluogo ligure, dove gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Genova hanno localizzato il latitante. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e dalla Procura di Genova.

Il documento falso e l’udienza davanti al gip

Al momento del controllo, Trimboli avrebbe esibito una carta d’identità falsa. Davanti al gip ha ammesso l’addebito relativo al documento, senza però fornire indicazioni sulla provenienza del falso né su eventuali complici che avrebbero favorito la latitanza. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Martino, ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.

I precedenti giudiziari e le indagini

Trimboli era già stato coinvolto anche nel procedimento “Spazio di Libertà”, relativo al favoreggiamento della latitanza di Giuseppe Crea e Giuseppe Ferrao, arrestati nel 2016 in un bunker nelle campagne di Maropati.

Le indagini proseguono ora per accertare chi abbia garantito appoggio logistico al latitante durante la permanenza fuori dalla Calabria e quanto tempo abbia trascorso a Genova prima della cattura.

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