A Serra San Bruno Alfredo Barillari resta sindaco, LiberaMente conferma la guida del Comune e l’amministrazione uscente incassa il secondo mandato. Ma dentro il voto serrese c’è un altro dato che merita una lettura politica autonoma: il consigliere uscente di opposizione Vito Michele Regio è il candidato più votato in assoluto. Regio, schierato nella lista Rinascita Comune a sostegno di Vincenzo Damiani, ha raccolto 524 preferenze, superando tutti gli altri candidati al Consiglio comunale. Un risultato che pesa ancora di più perché arriva dalla lista sconfitta e perché conferma il radicamento personale di un consigliere capace di trasformare visibilità, linguaggio diretto e presenza sul territorio in consenso reale.
Barillari confermato, ma Regio si prende la scena delle preferenze
Il risultato complessivo è netto: Alfredo Barillari è stato riconfermato sindaco con 2.035 voti, pari al 46,82%, davanti a Vincenzo Damiani, fermo a 1.437 voti e al 33,06%, e ad Adriano Tassone, candidato de La Restanza, che ha ottenuto 874 voti, pari al 20,11%. Nella geografia del nuovo Consiglio, però, spicca il dato personale di Regio. Nella lista Rinascita Comune il consigliere uscente ha staccato tutti con 524 voti, davanti a figure politiche di peso come Luigi Tassone, che ha raccolto 294 preferenze, e Valeria Giancotti, arrivata a 291.
Dal comizio del “sazizzo” alle urne
Il nome di Vito Regio era finito al centro dell’attenzione durante la campagna elettorale per alcuni frammenti di comizio diventati virali. Calabria7 aveva intercettato e rilanciato quelle “perle” dialettali, non per inseguire il folklore fine a sé stesso, ma perché dentro quel linguaggio c’era qualcosa di più profondo. Il famoso passaggio del “sazizzo”, con la sua forza teatrale e popolare, aveva acceso il dibattito proprio perché parlava a un sentimento diffuso: la politica non come posto di lavoro, non come ascensore economico, ma come servizio alla collettività. Al netto dell’ironia, della mimica e della potenza dialettale, Regio aveva toccato un nervo scoperto. Il suo discorso, colorito e diretto, conteneva una morale semplice: chi entra in politica senza autonomia rischia di perdere libertà, dignità e capacità di giudizio.
Il voto personale oltre la sconfitta della lista
La lista di appartenenza non ha vinto la sfida per il Comune. Rinascita Comune si è fermata al secondo posto, dietro la compagine di Barillari. Eppure Regio ha ottenuto un risultato che lo colloca al centro del quadro politico serrese. È un dato da non sottovalutare: in una competizione amministrativa, soprattutto nei piccoli e medi centri, la preferenza personale racconta spesso più della percentuale di lista. Dice chi ha consenso vero, chi viene cercato dagli elettori, chi ha un rapporto diretto con la comunità. Con 524 voti, Regio non si limita a entrare in Consiglio. Ci entra con il peso del più votato. E questo gli assegna inevitabilmente un ruolo politico nella nuova consiliatura, anche dai banchi dell’opposizione.
La morale contadina diventata consenso
Nel comizio diventato virale c’era un passaggio di fondo: la politica richiede autonomia, libertà di pensiero e dignità. Una sorta di morale contadina, aspra ma chiarissima, che a Serra San Bruno sembra avere trovato ascolto. La battuta, l’immagine colorita, il dialetto, la frittula politica e il “sazizzo” non hanno coperto il messaggio. Lo hanno semmai reso più efficace. Perché dentro quel modo di parlare c’era una critica al malcostume della politica intesa come sistemazione personale. Ora il voto dice che quella cifra comunicativa non è rimasta confinata alla viralità. È diventata preferenza, quindi consenso misurabile. E in politica, alla fine, è questo che conta.








