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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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TIS Calabria, sindacati sul piede di guerra. Cgil, Cisl e Uil accusano la Regione di lentezze e inadempienze

Proclamato lo stato di agitazione. Novecento lavoratori rischiano di finire nel nulla dopo anni di servizio nei Comuni

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Cgil, Cisl e Uil Calabria, insieme a Nidil, Felsa Cisl e UILTemp, hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori TIS esclusi o non ancora interessati dai processi di stabilizzazione. La decisione arriva dopo il mancato incontro richiesto al presidente Roberto Occhiuto.

Una vertenza drammatica

La vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale continua a presentare profili di estrema gravità, sia sul piano sociale che istituzionale. Centinaia di lavoratrici e lavoratori, dopo anni di utilizzo nei Comuni, enti pubblici e servizi del territorio, si trovano oggi privi di contratto, senza continuità reddituale certa e senza una prospettiva definita.
La platea interessata riguarda circa 900 persone, per le quali i sindacati chiedono un intervento complessivo, immediato e non più rinviabile.

Impegni disattesi

Lo scorso 4 maggio la Regione Calabria aveva assicurato alle organizzazioni sindacali la volontà di intervenire sia con un sostegno economico immediato sia con un percorso normativo capace di valorizzare la storia lavorativa di questi operatori.
Ad oggi, tuttavia, non risultano adottati atti concreti idonei a dare seguito a quegli impegni.

La mancata una tantum da 2.000 euro

Uno degli elementi più gravi riguarda la mancata erogazione della una tantum di duemila euro per i lavoratori che non l’hanno ancora percepita. La Regione ha approvato il decreto n. 8757 del 20 maggio 2026 per finanziare i percorsi formativi Gol di Reskilling per 396 TIS, ma non ha ancora riconosciuto la somma una tantum ai 76 lavoratori rimasti esclusi.

“Evitare disparità di trattamento

I sindacati sottolineano con forza questa ingiustizia: “Proprio per questi lavoratori avevamo chiesto alla Regione Calabria un intervento di anticipazione e riallineamento, al fine di evitare una ingiustificata disparità di trattamento“. Una situazione che aggrava una condizione reddituale già fortemente compromessa per chi è senza sostegno da diversi mesi.
I 396 lavoratori avviati ai percorsi Gol riceveranno un’indennità di frequenza di 3,50 euro all’ora (fino a un massimo di 2.100 euro per 600 ore), ma tale importo non sostituisce la una tantum già erogata alla maggior parte della platea.

La richiesta di riconoscimento normativo

I sindacati attendono che venga portato in Consiglio regionale il provvedimento per ricomprendere i TIS esclusi o non stabilizzabili nella Legge regionale n. 1/2016, riconoscendo loro lo status di precari storici della Regione Calabria.

«Evitare la dispersione nel bacino dei disoccupati»

Un intervento indispensabile per evitare che, al termine dei percorsi TIS o formativi, i lavoratori vengano dispersi nel bacino indistinto dei disoccupati, perdendo il riconoscimento della loro specifica storia lavorativa, istituzionale e sociale”, evidenziano i sindacati.

Necessario un contenitore economico

Oltre alla modifica normativa, i sindacati chiedono un adeguato contenitore amministrativo e finanziario che garantisca continuità di sostegno economico a tutti i TIS esclusi o non ancora contrattualizzati, fino alla sottoscrizione di un contratto di lavoro.
La sola approvazione della norma, avvertono, non sarebbe sufficiente senza uno strumento concreto che impedisca nuovi vuoti reddituali. La questione riguarda sia chi è già nei percorsi formativi, sia chi ne è fuoriuscito o ne uscirà nei prossimi mesi, compresi i lavoratori degli enti in dissesto e quelli in attesa delle autorizzazioni COSFEL.
Per una parte della platea, inoltre, non appare più realisticamente percorribile l’attivazione di nuovi percorsi Gol.

La conclusione della vertenza

I sindacati chiedono alla Regione Calabria di formalizzare rapidamente le soluzioni già oggetto di interlocuzione, senza disperdere il lavoro avviato e senza lasciare irrisolta la condizione degli esclusi.
La proclamazione dello stato di agitazione segna l’inizio di una nuova fase di mobilitazione.

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