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29 Maggio 2026
29 Maggio 2026
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Al Catanzaro non basta l’impresa sfiorata all’U-Power Stadium. Felipe Jack e Frosinini illudono ma il Monza va in Serie A

I giallorossi di Aquilani vincono 2-0 in Brianza ma pagano a caro prezzo il passivo della gara d'andata. Non sono bastati cuore e determinazione per ribaltare il risultato

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Non riesce il miracolo al Catanzaro che sfiora soltanto la grande impresa. La formazione di Aquilani vince ma non stacca il pass per la serie A. E’ mancato solo un gol, un solo gol che avrebbe potuto spalancare dopo 43 anni il sipario del grande calcio. Ha giocato, tanto e bene, il Catanzaro. Ha sfiorato la terza rete così come ha rischiato di capitolare, ma questa era la partita da fare. Le lacrime di Aquilani a fine gara, abbracciato da Bianco, sono la dimostrazione di quello che è stato costruito. Ci riproverà il Catanzaro, ma l’amarezza è e resta tanta. Il verdetto finale premia il Monza, ma la notte dell’U-Power Stadium consegna alla storia del calcio cadetto una delle finali playoff più intense e drammatiche degli ultimi anni. Davanti a una cornice di pubblico straordinaria, che ha fatto registrare il record storico per il club brianzolo con 17.015 spettatori paganti.

Alberto Aquilani ha ridisegnato i suoi ragazzi con un 3-4-2-1 a trazione anteriore, inserendo Liberali e Iemmello a supporto di Pittarello, supportati sulle corsie esterne dalle spinte costanti di Favasuli e Di Francesco. Una scelta coraggiosa e necessaria per ribaltare il pesante 2-0 subito all’andata al “Ceravolo”. I giallorossi hanno interpretato il match con personalità sin dalle prime battute, costringendo i padroni di casa a rintanarsi nella propria metà campo con un baricentro marcatamente basso.

L’incornata di Fellipe Jack accende le speranze

Il piano tattico dei calabresi ha trovato concretezza sul finire della prima frazione di gioco. Dopo una serie di schermaglie che hanno visto Thiam opporsi a Fellipe Jack e, sul fronte opposto, Cutrone tentare la conclusione dalla distanza, la partita si è sbloccata al 39′ minuto. Su uno sviluppo perfetto da palla inattiva calciata da Pontisso, lo stesso Fellipe Jack si è inserito con i tempi giusti firmando l’1-0 con un colpo di testa perentorio.

La rete ha iniettato ulteriore fiducia nelle vene delle Aquile, che poco prima dell’intervallo hanno sfiorato il raddoppio con un violento sinistro di Liberali, neutralizzato dall’estremo difensore monzese. Il Monza ha barcollato, riuscendo a rendersi pericoloso solo nell’ultimo recupero del primo tempo con un diagonale di Pessina terminato fuori di poco, per poi rifugiarsi negli spogliatoi sotto di un gol.

Frosinini firma il raddoppio ma il muro brianzolo regge nel finale

Nella ripresa i due allenatori hanno mescolato le carte in tavola. Aquilani ha inserito energie fresche con Pompetti, Alesi, Koffi, D’Alessandro e Frosinini, mentre Nesta ha cercato di dare peso all’attacco inserendo Petagna e Caso. Il Catanzaro ha continuato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Al 74′ Pittarello è stato ipnotizzato da Thiam su un assist millimetrico di Petriccione, ma l’appuntamento con il secondo gol è stato solo rimandato.

Al 79′ Favasuli ha fatto partire un traversone calibrato dalla trequarti sul quale si è avventato il subentrato Ruggero Frosinini, abile a girare di testa in fondo al sacco per il 2-0 che ha riaperto definitivamente i giochi qualificazione. Negli ultimi infuocati minuti, prolungati da un recupero extralarge di oltre sei minuti, il Catanzaro ha assediato l’area avversaria spinto dall’orgoglio e dal calore dei propri sostenitori. È mancato unicamente il terzo gol, quello che avrebbe garantito i tempi supplementari e la possibilità di completare una rimonta leggendaria.

Le lacrime di Aquilani a fine gara, consolato dal forte abbraccio di Bianco, raccontano lo spessore emotivo e tecnico di un progetto che si ferma a un millimetro dal traguardo. Il Monza festeggia la promozione nella massima serie, ma il Catanzaro esce dal campo tra gli applausi, consapevole di aver costruito le basi per riprovarci nella prossima stagione.

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