Il Ponte sullo Stretto di Messina supera un primo esame tecnico, ma non senza riserve. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) ha infatti giudicato il Piano economico-finanziario dell’opera adeguato nella fase attuale, chiedendo però una serie di correttivi e un sistema di controlli permanenti per monitorare costi, traffico e sostenibilità del progetto nel lungo periodo.
Una valutazione che riaccende immediatamente il confronto politico attorno a una delle infrastrutture più discusse degli ultimi decenni.
L’Art: “Servono verifiche costanti su costi e traffico”
Nel proprio parere, l’Autorità dei Trasporti evidenzia come la complessità tecnica, economica e finanziaria del Ponte sullo Stretto richieda ulteriori strumenti di garanzia sia all’interno del Piano economico-finanziario sia nella futura convenzione che disciplinerà la concessione. Secondo l’Art, il piano non può essere considerato un documento statico, ma deve essere accompagnato da un sistema di monitoraggio continuo e strutturato. L’obiettivo sarà verificare nel tempo la coerenza tra l’avanzamento dei lavori, i costi effettivamente sostenuti, le stime di traffico e la distribuzione dei rischi economici tra i soggetti coinvolti. Le verifiche dovranno riguardare non solo la fase di progettazione e costruzione dell’infrastruttura, ma anche quella successiva di gestione.
Pedaggi e sostenibilità economica: i nodi ancora aperti
Tra i punti evidenziati dall’Autorità figura anche il tema del futuro sistema tariffario. L’Art sottolinea infatti che la definizione dei pedaggi del Ponte sullo Stretto dovrà essere valutata più avanti, in prossimità dell’entrata in esercizio dell’opera, quando sarà possibile disporre di dati più precisi sui costi reali, sui flussi di traffico e sugli investimenti complementari necessari. Particolare attenzione dovrà essere riservata alla congruità delle tariffe rispetto ai costi sostenuti e alla qualità dei servizi offerti agli utenti.
L’attacco del M5S: “Pedaggi fino a 50 euro”
La posizione dell’Autorità ha immediatamente alimentato le critiche del Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture della Camera, Agostino Santillo, interpreta il documento come una sostanziale bocciatura del progetto. Secondo l’esponente pentastellato, il Piano economico-finanziario prevederebbe costi di attraversamento destinati a crescere progressivamente, con pedaggi che potrebbero sfiorare i 50 euro. Santillo accusa inoltre il Governo di aver costruito il progetto su stime di traffico considerate poco affidabili e senza adeguate garanzie sulle infrastrutture di collegamento. “Il bluff di Salvini e Meloni sta crollando miseramente”, attacca il deputato, sostenendo che il sistema tariffario prospettato non incentiverebbe il contenimento dei costi e non garantirebbe sufficienti tutele agli utenti.
Il Pd: “Nessun via libera dall’Autorità”
Critiche arrivano anche dal Partito Democratico. Il senatore Antonio Nicita contesta la lettura fornita dalla società Stretto di Messina, che aveva parlato di un parere favorevole dell’Autorità. Secondo il parlamentare democratico, definire il documento come un’approvazione rappresenterebbe una “clamorosa fake news”, poiché l’Art non utilizza formule come “via libera” o “approvazione”, ma formula una serie di osservazioni tecniche e rilievi da approfondire. Tra le criticità evidenziate da Nicita figurano l’assenza di meccanismi di recupero dell’efficienza nel lungo periodo, alcune poste economiche considerate anomale, il trasferimento di determinati rischi fuori dal concessionario e la previsione di un canone ferroviario pari a zero. Secondo il senatore, questi elementi potrebbero tradursi in un maggiore peso economico sui pedaggi stradali.
La richiesta al Parlamento: “Pubblicare tutti i documenti”
Per il Pd è necessario che il confronto sull’opera avvenga nella massima trasparenza. Nicita ha quindi chiesto che il Piano economico-finanziario integrale e la Convenzione aggiornata vengano trasmessi alle Camere affinché il Parlamento possa esaminare nel dettaglio le osservazioni formulate dall’Autorità e valutare la reale sostenibilità economica del progetto. Una richiesta che arriva mentre il dibattito sul Ponte sullo Stretto continua a dividere politica, istituzioni e opinione pubblica, tra chi considera l’opera strategica per il futuro del Mezzogiorno e chi teme costi elevati e incognite ancora irrisolte.









