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31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
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La scuola trasformata in piazza di spaccio: sette giovanissimi indagati a Catanzaro

Hashish e marijuana sarebbero stati ceduti nei bagni, nei corridoi e nel cortile di un istituto. In un caso la droga sarebbe stata lanciata dalla finestra a un acquirente all’esterno

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Il bagno, i corridoi e il cortile di una scuola di Catanzaro sarebbero stati trasformati, per lungo tempo, in una vera e propria piazza di spaccio. È quanto emerge da un’indagine coordinata dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, che ha ricostruito un presunto traffico di sostanze stupefacenti avvenuto dentro e fuori un istituto scolastico del capoluogo calabrese tra il 2022 e la fine del 2023. L’attività investigativa si sarebbe sviluppata anche attraverso l’utilizzo di telecamere di sorveglianza e intercettazioni, che avrebbero consentito agli inquirenti di documentare numerosi episodi di cessione.

Sette giovani sotto indagine

Sono sette i giovanissimi indagati, tutti nel frattempo divenuti maggiorenni. Devono rispondere, a vario titolo, dell’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero ceduto dosi di hashish e marijuana, in diversi casi anche all’interno o nelle immediate vicinanze dell’istituto scolastico frequentato.

Il ruolo attribuito a un ventunenne

Tra le posizioni ricostruite dagli investigatori figura quella di un 21enne residente a Catanzaro, accusato di decine di episodi di cessione di droga, nella maggior parte dei casi a coetanei. Secondo la Procura minorile, il giovane avrebbe detenuto sostanza stupefacente ai fini di cessione, svolgendo anche attività di intermediazione. Le dosi sarebbero state vendute dietro pagamento di somme comprese tra 5 e 15 euro al grammo, in base al quantitativo consegnato agli acquirenti. Tra questi, secondo l’accusa, ci sarebbero state anche persone minorenni.

La droga ceduta dentro la scuola

Gli episodi finiti nelle carte dell’inchiesta descrivono un presunto sistema di spaccio che si sarebbe consumato anche dentro la struttura scolastica. Le cessioni sarebbero avvenute nei bagni, nei corridoi e negli spazi esterni dell’istituto. In almeno un caso, secondo quanto documentato dagli inquirenti, la sostanza stupefacente sarebbe stata addirittura lanciata dalla finestra della scuola a un acquirente che si trovava all’esterno. Tra i destinatari delle cessioni figurerebbero soprattutto compagni di scuola, ma nelle carte dell’indagine comparirebbero anche riferimenti a maggiorenni e a soggetti ritenuti insospettabili.

I timori delle famiglie e il diritto alla difesa

L’inchiesta conferma un allarme da tempo avvertito da molte famiglie catanzaresi: la diffusione di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi e, in particolare, negli ambienti scolastici o nelle aree vicine agli istituti. La vicenda richiama un’altra recente attività investigativa della Squadra Mobile, che aveva già acceso i riflettori su un’area del centro cittadino, vicina a diverse scuole, trasformata secondo gli investigatori in una piazza di spaccio frequentata da giovanissimi. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per depositare memorie difensive. Solo allo scadere di questo termine la Procura potrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o chiedere l’archiviazione del procedimento.

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