Nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica disposta dai magistrati.
L’annuncio è arrivato nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, dove l’avvocato Liborio Cataliotti ha confermato la decisione della difesa di non concedere il consenso all’esame diretto del proprio assistito da parte dello psichiatra Roberto Catanesi, docente universitario e tra i più autorevoli esperti italiani di psichiatria forense.
L’analisi andrà avanti su documenti e social network
Il rifiuto di Sempio non bloccherà comunque l’attività della Procura. Lo specialista incaricato procederà infatti all’analisi del profilo dell’indagato basandosi sugli atti disponibili, sugli scritti, sui documenti sequestrati e sui contenuti pubblicati negli anni sui social network, in particolare quelli riconducibili al cosiddetto “Gruppo della Seduzione”.
Una possibilità prevista dalla legge, che consente all’indagato di non sottoporsi personalmente alla consulenza di parte.
“Prima i fatti, poi le valutazioni psicologiche”
La posizione della difesa è netta. Secondo l’avvocato Cataliotti, una valutazione sulla personalità dell’indagato non dovrebbe precedere l’accertamento delle responsabilità.
«Crediamo che l’accertamento dei fatti e delle prove debba precedere qualsiasi valutazione personologica», ha spiegato il legale. «A maggior ragione se si tratta di eventuali ipotesi patologiche che potrebbero essere esposte all’opinione pubblica senza che vi sia ancora alcuna responsabilità accertata».
Parole che hanno immediatamente alimentato nuove polemiche attorno all’indagine.
Il nodo delle presunte patologie e la consulenza privata
Particolare attenzione hanno suscitato i riferimenti del difensore a possibili “ipotesi di patologie”.
Nei giorni scorsi, infatti, Sempio era stato sottoposto a una consulenza personologica affidata alla psicoterapeuta Valentina Marsella. Tuttavia, la relazione elaborata dall’esperta non sarebbe stata depositata agli atti.
Un elemento che continua ad alimentare interrogativi sul fronte investigativo.
L’ipotesi della Procura: una possibile ossessione per Chiara Poggi
Gli inquirenti sembrano attribuire grande importanza all’aspetto psicologico dell’indagine.
Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, il movente dell’omicidio potrebbe essere collegato a una forma di ossessione sviluppata nei confronti di Chiara Poggi. Un eventuale quadro psicologico compatibile con questa ipotesi rafforzerebbe l’impianto accusatorio costruito dai magistrati.
Una tesi che la difesa respinge completamente, definendola «priva di fondamento».
Verso una possibile perizia del giudice
La mancata partecipazione di Sempio alla consulenza potrebbe però aprire nuovi scenari processuali.
In caso di incidente probatorio o di eventuale rinvio a giudizio, infatti, potrebbe essere disposto un accertamento super partes affidato direttamente dal giudice attraverso una perizia psichiatrica indipendente.
Una strada che consentirebbe di acquisire una valutazione considerata “terza” rispetto alle parti coinvolte.
La strategia della Procura e i prossimi sviluppi
Nel frattempo la Procura continua a consolidare il proprio impianto investigativo. L’obiettivo degli inquirenti sarebbe quello di rafforzare ulteriormente il quadro accusatorio nei confronti di Sempio, anche in vista di possibili sviluppi processuali.
Tra le ipotesi previste dall’ordinamento, qualora emergessero elementi specifici, vi sarebbe anche quella di eventuali misure di sicurezza legate al profilo psichiatrico dell’indagato. Uno scenario che, al momento, non risulta formalmente sul tavolo ma che resta previsto dalla normativa.
Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua così a muoversi su un terreno sempre più complesso, tra nuove consulenze, strategie difensive e un’indagine che sembra destinata a riservare ancora molti sviluppi.









