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1 Giugno 2026
1 Giugno 2026
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Falsifica le presenze e inventa le visite domiciliari, sospesa una dottoressa “fantasma” nel Crotonese

In servizio alla Guardia medica di località Pagliarelle a Petilia Policastro, durante i propri turni di lavoro, si trovava materialmente in altre città, tra cui Crotone, Vibo Valentia e addirittura in vacanza a Roma

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I Carabinieri del Comando Stazione di Petilia Policastro, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari della Stazione di Sant’Onofrio (VV), hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura, nei confronti di una dottoressa impiegata, nel 2024, presso la Guardia Medica della frazione Pagliarelle di Petilia Policastro e originaria della provincia di Vibo Valentia. Il provvedimento eseguito dispone la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del servizio di medico dipendente presso il Servizio Sanitario Nazionale per la durata di anni uno.

Un’indagine capillare

Le indagini, condotte dal Comando Stazione di Petilia Policastro, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno avuto inizio nel mese di giugno 2024 e si sono concluse nel mese di gennaio 2025. L’attività investigativa, complessa e articolata, ha permesso di accertare le gravi e sistematiche condotte illecite perpetrate dalla dottoressa, impiegata quale medico di continuità assistenziale presso il presidio di Guardia Medica di Petilia Policastro, frazione Pagliarelle. In numerose occasioni, circa 50 eventi riscontrati, la professionista si è assentata deliberatamente dal proprio posto di lavoro, attestando falsamente la propria presenza attraverso modalità fraudolente consistite nella falsificazione del registro delle presenze e nella compilazione del registro di continuità assistenziale. In quest’ultimo venivano indicati nominativi di pazienti sottoposti a finte visite ambulatoriali e domiciliari, i quali in realtà risultavano ignari o del tutto inesistenti all’anagrafe. Gli accertamenti hanno dimostrato che l’indagata, durante i propri turni di lavoro, si trovava materialmente in altre città, tra cui Crotone, Vibo Valentia e addirittura in vacanza a Roma.

L’ingiusto profitto

Le condotte fraudolente hanno indotto in errore l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, consentendo al medico di conseguire un ingiusto profitto per innumerevoli ore di servizio in realtà mai prestate. I reati contestati alla professionista comprendono le false attestazioni inerenti la presenza in servizio, la truffa aggravata ai danni di ente pubblico e l’interruzione di pubblico servizio. Con i suoi reiterati allontanamenti, infatti, l’indagata ha interrotto la regolarità dell’assistenza territoriale, costringendo numerosi pazienti della frazione montana a rivolgersi in emergenza al presidio di Petilia Policastro centro. Con l’esecuzione dell’odierna misura interdittiva si pone fine a un grave disservizio che ha profondamente leso il diritto alla salute della comunità locale. L’Arma dei Carabinieri manterrà sempre alta l’attenzione per garantire il corretto funzionamento dei presidi a tutela dei cittadini.

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