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1 Giugno 2026
1 Giugno 2026
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Movida e sicurezza, blitz interforze in una discoteca di Soverato. Oltre 500 persone in un locale da 200

Riscontrati lavoratori in nero, addetti alla sicurezza abusivi, carenze igieniche e il superamento del doppio della capienza consentita: stop alla musica e parziale chiusura della struttura.

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Un’azione coordinata e mirata per garantire la sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo e monitorare i fenomeni legati alla movida estiva lungo la costa ionica. Nella serata del 31 maggio è scattato un massiccio controllo interforze che ha preso di mira una nota discoteca situata nel comune di Soverato. L’operazione trae origine dalle linee guida tracciate durante un recente Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Catanzaro, e si inserisce nel quadro delle direttive emanate dal Ministero dell’Interno a seguito dei drammatici eventi registrati di recente a Crans-Montana.

L’ispezione ha visto l’attivazione di una vera e propria task force guidata dalla Questura di Catanzaro, all’interno della quale hanno operato in sinergia la Squadra di Polizia Amministrativa, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Al dispositivo hanno offerto il proprio contributo specialistico anche il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, la Capitaneria di Porto, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), gli ispettori della Siae e i tecnici dell’Arpacal.

Sovraffollamento record e stop alla musica

Il dato più allarmante emerso nel corso delle verifiche ha riguardato il manifesto superamento dei parametri di sicurezza relativi al numero di avventori presenti all’interno della struttura. A fronte di un’autorizzazione ufficiale per una capienza massima di circa 200 persone, gli agenti hanno accertato la presenza di oltre 500 clienti stipati nel locale, una condizione giudicata idonea a compromettere seriamente l’incolumità pubblica in caso di emergenza. Per evitare rischi e ripristinare le condizioni di sicurezza, le autorità hanno imposto l’immediato abbassamento dei volumi sonori e la successiva interruzione delle attività danzanti, agevolando così il regolare e ordinato deflusso della folla verso le uscite.

L’intervento ha portato all’adozione del provvedimento di chiusura temporanea di una porzione della discoteca, che rimarrà interdetta al pubblico fino alla completa regolarizzazione delle difformità riscontrate. Sul fronte dell’inquinamento acustico, i tecnici dell’Arpacal procederanno nei prossimi giorni a contestare formalmente una violazione amministrativa legata alla mancanza della documentazione obbligatoria sulla valutazione fonometrica del locale.

Lavoratori in nero, buttafuori abusivi e carenze igieniche

L’azione sinergica dei reparti speciali ha permesso di portare alla luce numerose altre irregolarità di natura amministrativa, gestionale e giuslavoristica. Sotto il profilo della vigilanza e della sicurezza privata, sono state elevate sanzioni pecuniarie sia nei confronti di alcuni addetti alla sicurezza risultati privi dei requisiti e delle autorizzazioni di legge per svolgere l’attività di “buttafuori”, sia a carico del titolare del locale per omessa vigilanza. L’Ispettorato del Lavoro ha invece accertato il piego di tre lavoratori irregolari, privi di regolare contratto di assunzione.

Ulteriori criticità sono state registrate dal personale ispettivo dell’Asl in merito alle condizioni igienico-sanitarie di specifiche aree della discoteca e dei servizi igienici destinati al pubblico, anomalie che sono state immediatamente oggetto di segnalazione formale all’autorità sanitaria competente. Restano invece ancora in corso i dettagliati accertamenti documentali, affidati alla Capitaneria di Porto, per verificare la regolarità della concessione demaniale marittima e dei titoli autorizzativi connessi alla gestione della struttura balneare e d’intrattenimento.

Dalla Questura fanno sapere che i controlli preventivi sul territorio provinciale verranno ulteriormente intensificati nei prossimi mesi, con l’obiettivo prioritario di tutelare la folta platea di giovani e minorenni che frequenta gli eventi musicali della provincia, ricordando che la reiterazione di simili condotte può comportare la sospensione o la revoca definitiva della licenza d’esercizio.

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