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1 Giugno 2026
1 Giugno 2026
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Amc Catanzaro, affondo di Celia: “Su rinnovo vertici prevalgono logiche di potere e accordi trasversali”

Presa di posizione sul cambio al vertice della società partecipata dei trasporti. Nel mirino dell'attacco l'amministrazione Fiorita e l'intesa tra gli schieramenti: "Riconosciuto il valore del presidente uscente Perrone, ora si cercano figure compiacenti".

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Il rinnovo dei vertici dell’Amc, l’azienda della mobilità della città di Catanzaro, si trasforma nel terreno di uno scontro politico frontale che mette sotto accusa le dinamiche interne a Palazzo de Nobili. Al centro della polemica vi è il bilancio del mandato giunto a conclusione e la successiva gestione delle nomine per la governance della società partecipata. Un avvicendamento che viene contestato per i metodi e le logiche che ne starebbero guidando le scelte strategiche.

L’analisi parte da un esplicito e netto riconoscimento del lavoro svolto dal presidente uscente dell’azienda di trasporto pubblico, evidenziando una rottura rispetto alle consuetudini del dibattito cittadino: “Per amore della verità, se esistessero davvero lealtà, sincerità e libertà, purtroppo spesso una chimera nella vita e nel mondo politico, bisognerebbe alzarsi in piedi e applaudire il tuo impegno e il tuo operato. Sviluppo, formazione professionale e innovazione sono soltanto alcune delle aree sulle quali hai investito, contribuendo concretamente alla crescita della partecipata. Il tuo mandato è giunto a scadenza e, a mio avviso, ancora una volta sembrano prevalere accordi trasversali e logiche politiche che da tempo caratterizzano l’amministrazione Fiorita” ha affermato Fabio Celia.

L’atto d’accusa sul trasversalismo politico

La critica si sposta poi direttamente sui delicati equilibri consiliari e sulle manovre di corridoio che starebbero determinando la scelta del successore alla guida dell’Amc. Sotto la lente d’ingrandimento finisce un presunto asse politico allargato che unirebbe forze di schieramenti opposti pur di blindare la gestione degli enti strumentali del Comune, a discapito dei meri meriti manageriali e gestionali dimostrati sul campo.

La denuncia di Celia evidenzia come la governance dell’azienda rischi di diventare l’oggetto di una spartizione concordata: “Oggi la tua poltrona rischia di essere il frutto di accordi tra destra e sinistra, pur di mantenere equilibri e posizioni di potere. I partiti di sinistra sembrano accettare questo trasversalismo, mentre la destra continua a dettare la linea e tutti appaiono soddisfatti. Nel frattempo si continua a fare campagna elettorale con le buche asfaltate, le strisce ridipinte e il taglio dell’erba, mentre i problemi veri restano sullo sfondo”.

Le ombre sulle future scelte aziendali

Il timore espresso per le sorti future dell’Amc investe anche la gestione amministrativa ordinaria e straordinaria dei prossimi mesi, con particolare riferimento ai passaggi delicati legati al reclutamento del personale e alla gestione dei contratti in essere. Secondo questa lettura, la ricerca di un profilo di vertice non risponderebbe a criteri di efficienza, bensì alla necessità di trovare un soggetto funzionale a dinamiche clientelari di stampo trasversale.

L’affondo finale delinea uno scenario di immobilismo controllato a tutela del sistema politico locale: “Poi arriverà forse il tempo dei concorsi AMC, dei rinnovi degli interinali e di tutte quelle scelte che richiedono figure compiacenti, capaci di partecipare a un sistema che distribuisce favori un po’ a destra e un po’ a sinistra. In sostanza, qualcuno che si limiti ad aprire e chiudere la porta senza disturbare determinati meccanismi”.

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