Non è stata soltanto la Calabria a svegliarsi nel cuore della notte. Il terremoto di magnitudo 6.1, registrato poco dopo la mezzanotte lungo la Costa Calabra nord-occidentale, in provincia di Cosenza, è stato chiaramente percepito in un’ampia porzione dell’Italia meridionale.
Le segnalazioni sono arrivate non solo dai centri più vicini all’epicentro, ma anche dalla Campania, dove il sisma è stato avvertito a Napoli e in diversi comuni dell’area vesuviana, tra cui Portici, fino alle zone prossime al Salernitano. Testimonianze analoghe sono giunte dalla Basilicata, soprattutto nelle aree confinanti con la Calabria, oltre che da alcuni territori della Puglia e della Sicilia.
Perché il terremoto è stato percepito a centinaia di chilometri
A spiegare la diffusione così ampia della scossa è la particolare profondità del fenomeno sismico. Secondo gli esperti, l’ipocentro localizzato a circa 250 chilometri di profondità ha influenzato il comportamento delle onde sismiche.
La notevole distanza dal piano di superficie avrebbe infatti attenuato l’intensità degli effetti più distruttivi nelle aree prossime all’epicentro. Allo stesso tempo, però, le onde hanno potuto propagarsi orizzontalmente per centinaia di chilometri, rendendo il terremoto percepibile in numerose regioni del Mezzogiorno. Una dinamica che spiega come una scossa così profonda sia stata avvertita ben oltre il territorio calabrese.
Cittadini in strada e richieste di informazioni
Nelle ore immediatamente successive al sisma, in diverse località alcuni residenti hanno preferito lasciare temporaneamente le proprie abitazioni e raggiungere le strade o gli spazi aperti. Numerose telefonate sono state indirizzate ai vigili del fuoco e alla Protezione civile, soprattutto per ottenere chiarimenti sull’entità dell’evento e sull’eventuale presenza di criticità.
L’apprensione della popolazione, tuttavia, non ha trovato riscontro in segnalazioni di emergenza. Le strutture operative hanno ricevuto richieste informative, ma senza particolari situazioni di pericolo da gestire.
Il monitoraggio della Protezione civile: nessun danno segnalato
La Sala operativa della Protezione civile della Calabria ha avviato subito una serie di verifiche nei comuni più vicini all’area dell’epicentro. Come riferito dal dirigente Domenico Costarella, responsabile della struttura regionale, sono stati contattati diversi sindaci dei territori interessati, compresi quelli di Cetraro, Lamezia Terme e Amantea, senza che emergessero segnalazioni di danni.
Nel corso della notte è stata inoltre convocata l’Unità di crisi in raccordo con il Dipartimento nazionale della Protezione civile per seguire l’evoluzione della situazione e raccogliere eventuali aggiornamenti dal territorio.
Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile regionale nelle ore successive all’evento, non risultano danni a persone o cose né richieste di soccorso legate direttamente al terremoto. La Sala operativa ha continuato a ricevere numerose chiamate al numero verde dedicato, prevalentemente da cittadini in cerca di informazioni e rassicurazioni, mentre il monitoraggio dell’area è proseguito per tutta la notte.









