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2 Giugno 2026
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Strage di Amendolara, la Uil attacca: “Crudeltà inaudita, il caporalato continua a generare sfruttamento e paura”

Dopo il drammatico omicidio di quattro cittadini pakistani lungo la Statale 106, la Uila Uil Calabria rompe il silenzio: “Non possiamo restare inermi davanti a una tragedia simile”

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“Una crudeltà inaccettabile”. È durissimo il commento della Uila Uil Calabria dopo il tragico omicidio di quattro cittadini pakistani avvenuto nella giornata di ieri in un’area di servizio lungo la Strada Statale 106, nel territorio di Amendolara, in provincia di Cosenza.

A intervenire sono stati Pasquale Barbalaco, segretario generale della Uila Uil Calabria, e Antonio De Gregorio, segretario territoriale Uila Uil Cosenza, che in una nota parlano di un fatto “di gravità inaudita” che scuote profondamente il territorio e richiama ancora una volta l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori migranti impiegati nel comparto agricolo.

“Lavoratori migranti spesso in condizioni di vulnerabilità”

Pur sottolineando che le indagini sono ancora in corso e che non è stato ancora chiarito se le vittime fossero effettivamente impiegate come braccianti agricoli, i rappresentanti sindacali evidenziano come nella zona della Sibaritide siano numerosi i cittadini stranieri occupati nel settore primario. Una presenza spesso segnata da precarietà, fragilità sociale e, in alcuni casi, da situazioni lavorative fuori dai canali di regolarità previsti dalla legge. “Non possiamo restare inermi davanti a episodi così drammatici che colpiscono la dignità umana e la convivenza civile”, affermano Barbalaco e De Gregorio.

Caporalato e sfruttamento: “Fenomeni ancora troppo diffusi”

Nel mirino del sindacato torna il fenomeno del caporalato, che secondo la Uila continua a rappresentare una piaga radicata in diverse aree agricole del Mezzogiorno. I due dirigenti sindacali spiegano come, in molte realtà, il reclutamento della manodopera avvenga ancora attraverso intermediari illegali, talvolta appartenenti alle stesse comunità di origine dei lavoratori migranti. Un sistema che favorirebbe sfruttamento, marginalizzazione e condizioni di forte vulnerabilità sociale. “Sono dinamiche che alimentano illegalità e degrado”, denunciano i rappresentanti della Uil.

“Servono controlli, trasporti regolari e alloggi dignitosi”

La Uila Uil Calabria chiede ora una risposta concreta e strutturale da parte delle istituzioni. Secondo il sindacato, il contrasto al caporalato non può limitarsi agli interventi repressivi, ma deve passare anche attraverso politiche di accoglienza e tutela sociale. Tra le richieste avanzate figurano:un sistema adeguato di accoglienza abitativa per i lavoratori stagionali; servizi di trasporto regolari ed efficienti; il rafforzamento delle attività di controllo; una collaborazione più stretta tra enti bilaterali, istituzioni e filiera agricola.

“Mai abbassare la guardia”

Nella nota, Barbalaco e De Gregorio ribadiscono la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema dello sfruttamento lavorativo e della sicurezza dei migranti impiegati nei campi. “Solo attraverso un’azione coordinata e costante sarà possibile prevenire situazioni di sfruttamento e contrastare quei fenomeni criminali che sempre più spesso si intrecciano con illegalità e degrado sociale”, spiegano. Infine l’appello: “È fondamentale proseguire con determinazione nel percorso di contrasto e definitiva eradicazione del caporalato”. Una tragedia che riporta al centro del dibattito nazionale il tema delle condizioni dei lavoratori migranti, della sicurezza nelle campagne e delle ombre che continuano ad attraversare il mondo del lavoro agricolo nel Sud Italia.

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