La tragica scomparsa dei quattro braccianti ad Amendolara ha lasciato un segno profondo nelle forze dell’ordine impegnate nelle indagini. Durante l’incontro con la stampa, il Questore di Cosenza, Antonio Borelli, ha espresso tutto il suo sgomento di fronte a un episodio di estrema ferocia: “L’evento è stato di una crudeltà inenarrabile, un fatto assolutamente disumano”.
Nonostante il dolore per quanto accaduto, Borelli ha sottolineato l’efficacia operativa della risposta statale: “Il fatto di aver dato una risposta in poco più di tre ore significa che eravamo presenti sul territorio e che, soprattutto, siamo riusciti non solo ad identificare gli indagati, anche grazie ai filmati, ma a rintracciarli nelle loro abitazioni e ad assicurarli alla giustizia”. Il Questore ha inoltre specificato che i due fermati risiedono in Italia da diversi anni, precisamente dal 2018 e dal 2022.
La dinamica ricostruita dagli investigatori
Il capo della Squadra Mobile di Cosenza, Gianni Albano, ha illustrato i passaggi chiave che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’omicidio, partendo dall’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza del distributore di benzina. Le immagini hanno documentato l’arrivo di una prima vettura, raggiunta successivamente da una seconda utilitaria da cui è scesa una persona per avvicinarsi ai presenti. In quel frangente, un carabiniere forestale si è avvicinato dopo aver notato il lancio di sacchetti dal veicolo, trovandosi di fronte alla scena poi immortalata dalle telecamere.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la ferocia degli indagati è emersa in ogni dettaglio: “Uno degli indagati rompe una maniglia dell’auto dall’interno e questo fa sì che non si apra”. Anche l’altro responsabile ha agito con la medesima intenzione di impedire la fuga delle vittime, rompendo una maniglia prima di scendere dal mezzo. Mentre i lavoratori tentavano invano di uscire dal veicolo, solo uno di loro è riuscito a salvarsi scappando dal cofano. In merito alla pianificazione del crimine, il capo della Mobile ha concluso che “non abbiamo elementi di altri complici e riteniamo che l’omicidio fosse premeditato”.









