Ha cercato fino all’ultimo di salvarsi, riuscendo a forzare il portellone posteriore mentre l’abitacolo veniva avvolto dalle fiamme. È la drammatica dinamica che riguarda l’unico sopravvissuto alla strage dei braccianti avvenuta nell’area di servizio di Amendolara, dove quattro persone hanno perso la vita. L’uomo, un 35enne afghano identificato come Mohammad Taj Alamyar, è riuscito a uscire dal mezzo in condizioni gravemente compromesse, riportando ustioni ma riuscendo a sottrarsi alla trappola incendiaria.
La fuga nel momento decisivo
La ricostruzione investigativa evidenzia un attimo cruciale nella sequenza dei fatti. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il portellone posteriore sarebbe stato aperto nel momento in cui si stava consumando l’azione criminale. “I dettagli del drammatico salvataggio di Mohammad Taj Alamyar sono stati ricostruiti dagli inquirenti durante l’incontro in Questura a Cosenza”, viene spiegato nella relazione investigativa.
Il capo della Squadra mobile di Cosenza, Gianni Albano, ha illustrato la dinamica attraverso le immagini di videosorveglianza, che mostrerebbero il tentativo dell’uomo di liberarsi mentre il veicolo veniva trasformato in una prigione di fuoco.
Il mezzo trasformato in una trappola
Secondo la ricostruzione, il minivan sarebbe diventato rapidamente una struttura chiusa, con i passeggeri impossibilitati a uscire. Le fiamme avrebbero impedito qualsiasi via di fuga agli altri occupanti. “I malcapitati hanno cercato fino all’ultimo, con l’uso delle braccia e delle gambe, di infrangere i finestrini e il parabrezza”, ha spiegato ancora Albano, sottolineando la violenza e la simultaneità delle azioni che avrebbero impedito la fuga.









