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5 Giugno 2026
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Braccianti uccisi ad Amendolara, Piantedosi ‘richiama’ ai controlli delle frontiere: “Serve una gestione più ordinata dei flussi”

Il ministro dell’Interno interviene dopo la tragedia avvenuta in Calabria e richiama il tema dell’immigrazione irregolare. In conferenza stampa a Palazzo Chigi sottolinea il ruolo del controllo dei confini, precisando di non voler stabilire un rapporto diretto tra l’ingresso dei responsabili e il delitto

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La vicenda dei quattro braccianti uccisi in Calabria entra nel dibattito politico nazionale. Al termine della riunione del Consiglio dei ministri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è tornato sul tema del controllo delle frontiere e della gestione dei flussi migratori, facendo riferimento agli sviluppi dell’inchiesta legata al grave fatto di sangue.

Le parole del ministro al termine del Consiglio dei ministri

Intervenendo in conferenza stampa a Palazzo Chigi, Piantedosi ha affermato che “quanto accaduto in Calabria rappresenta –  a suo giudizio – , uno degli elementi che confermano l’importanza del contrasto all’immigrazione irregolare”.

Secondo quanto dichiarato dal titolare del Viminale al termine della seduta del Consiglio dei ministri, “le due persone accusate del delitto sarebbero entrate in Italia attraverso quella frontiera diversi anni fa, in un periodo precedente alle misure di sospensione dell’area Schengen adottate successivamente dal governo”.

Il riferimento ai controlli delle frontiere

Nel corso dell’intervento, il ministro ha tuttavia precisato “di non voler stabilire un rapporto diretto tra l’ingresso dei presunti responsabili nel territorio nazionale e il tragico episodio avvenuto in Calabria”.

Piantedosi ha spiegato che “il caso rientra –   a suo avviso –  tra le numerose vicende che evidenziano la necessità di un efficace controllo dei confini, strumento che — nelle parole del ministro — dovrebbe consentire una gestione più ordinata dei fenomeni migratori, favorendo al tempo stesso la sostenibilità dei processi di accoglienza e integrazione sul territorio nazionale”.

Nel suo intervento il ministro ha sostenuto che “la tragedia calabrese richiama l’attenzione sul tema dell’immigrazione irregolare”, pur specificando di “non voler attribuire un nesso causale diretto tra l’ingresso in Italia dei soggetti coinvolti e il successivo verificarsi del reato contestato”.

Gli sviluppi del dibattito

Le dichiarazioni del ministro si inseriscono nel confronto politico sulla gestione dei flussi migratori e sulle politiche di controllo delle frontiere. Il riferimento alla tragedia avvenuta in Calabria è stato utilizzato dal responsabile del Viminale per ribadire la posizione del governo sulla necessità di una regolazione dei movimenti migratori ritenuta più efficace e sostenibile.

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