Non solo denunce e richieste politiche, ma una proposta normativa già pronta da approvare. Dopo la tragedia di Amendolara, dove quattro lavoratori migranti hanno perso la vita, la UIL Calabria e la UILA Calabria hanno depositato davanti alla Commissione regionale Agricoltura una serie di emendamenti per rafforzare la legge regionale n.9 del 2018 contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. L’iniziativa è stata presentata dalla segretaria generale della UIL Calabria Mariaelena Senese e dal segretario regionale UILA Pasquale Barbalaco durante l’audizione convocata dal Consiglio regionale dopo il dramma del Cosentino.
Sette emendamenti per rafforzare controlli e legalità
La proposta depositata punta a modificare l’articolo 37 della legge regionale vigente, trasformandolo nel cuore di una nuova strategia contro lo sfruttamento lavorativo. I sindacati hanno presentato sette emendamenti che intervengono su diversi fronti: prevenzione, controlli, legalità e sostegno al lavoro regolare. Tra le misure proposte figurano il collegamento stabile con la Rete del lavoro agricolo di qualità, campagne permanenti di sensibilizzazione, monitoraggio dei flussi di manodopera e protocolli operativi con Prefetture, Forze dell’Ordine, Aziende sanitarie ed enti locali. Previsti anche interventi di mediazione culturale, formazione linguistica e tutela delle aziende che assumono con contratti regolari.
Il modello Spartacus e la lotta allo sfruttamento
Nel documento la UIL richiama anche il cosiddetto Progetto Spartacus, esperienza sviluppata in Puglia e considerata un modello efficace nella lotta al caporalato. Secondo il sindacato, il contrasto allo sfruttamento deve passare anche dalla costruzione di alternative concrete e legali: trasporto casa-lavoro, alloggi dignitosi, assistenza legale e incontro regolare tra domanda e offerta di lavoro. “Legalità e dignità del lavoro possono essere rafforzate solo attraverso un’azione pubblica strutturata e continua”, spiegano i rappresentanti sindacali.
“Il caporalato è intrecciato con criminalità e ricatto sociale”
Durante l’audizione, la segretaria generale Mariaelena Senese ha chiesto ufficialmente che gli atti della Commissione Agricoltura vengano trasmessi anche alla Commissione regionale contro la ’Ndrangheta e l’illegalità diffusa. Per la UIL, infatti, il caporalato non può essere considerato una semplice distorsione del mercato del lavoro. “È un fenomeno che si intreccia con criminalità, sfruttamento e ricatto sociale”, ha sottolineato Senese.
Il confronto con Occhiuto e Calabrese
Al termine dell’audizione, i rappresentanti di UIL e UILA hanno incontrato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese. Sul tavolo anche la proposta di una piattaforma regionale per condividere i dati sul fabbisogno di manodopera agricola e favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro attraverso i Centri per l’Impiego. Secondo i sindacati, uno strumento del genere permetterebbe di sottrarre alla criminalità organizzata il controllo del reclutamento dei braccianti.
“Ora servono risposte immediate”
La UIL Calabria ha definito positivo il confronto con la Regione, sottolineando l’attenzione mostrata dal presidente Occhiuto e dall’assessore Calabrese. “Di fronte a una tragedia come quella di Amendolara il compito delle istituzioni è trasformare l’indignazione in strumenti concreti e più efficaci”, hanno dichiarato Senese e Barbalaco. L’obiettivo dichiarato è costruire un argine reale contro lo sfruttamento criminale dei lavoratori migranti e rafforzare la legalità nel settore agricolo calabrese.









