La partecipazione ai ballottaggi delle elezioni comunali registra una frenata rispetto a due settimane fa. Alle ore 23 della giornata di domenica, secondo i dati pubblicati sul portale del Ministero dell’Interno Eligendo, l’affluenza nazionale si attestava al 39,79%, in diminuzione rispetto al 46,56% rilevato alla stessa ora nel primo turno elettorale.
Sono 41 i Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti coinvolti nella tornata, distribuiti in dodici regioni italiane. L’attenzione politica si concentra in particolare su sei capoluoghi di provincia — Arezzo, Chieti, Lecco, Agrigento, Trani e Macerata — dove il risultato del secondo turno viene osservato anche per le possibili ricadute sugli equilibri nazionali dei principali schieramenti.
Le operazioni di voto proseguono fino alla chiusura dei seggi prevista per oggi alle 23, prima della riapertura nella giornata successiva dalle 7 alle 15. Parallelamente, in Sardegna si svolge il primo turno delle amministrative che coinvolge 148 Comuni dell’isola.
Agrigento e Trani, il peso degli elettori rimasti senza candidato
Ad Agrigento il confronto finale vede opposti Michele Sodano, candidato dell’area di centrosinistra che al primo turno aveva ottenuto il 39,1% dei voti, e Dino Alonge, sostenuto da una coalizione comprendente Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti, fermatosi al 34,7%.
La partita si gioca anche sulla redistribuzione del consenso raccolto dagli esclusi dal ballottaggio. In particolare, assume rilievo il risultato ottenuto da Luigi Gentile, sostenuto da Lega e Democrazia Cristiana, che aveva raccolto circa il 14% delle preferenze senza successivi apparentamenti ufficiali.
Scenario diverso ma ugualmente aperto a Trani, dove si confrontano Marco Galiano, sostenuto dal Partito Democratico e accreditato del 40,69% al primo turno, e Angelo Guarriello, candidato del centrodestra che aveva ottenuto il 30,32%. Anche in questo caso non sono stati formalizzati accordi politici tra il primo e il secondo turno.
Chieti, il centrosinistra difende il vantaggio
A Chieti il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini parte da una posizione di forza dopo aver sfiorato l’elezione diretta con il 47,2% dei consensi.
Alle sue spalle si colloca Cristiano Sicari, fermo al 27,47% nella prima tornata. In vista del ballottaggio, il candidato ha consolidato il sostegno dell’intero schieramento di centrodestra attraverso accordi politici con le liste che avevano sostenuto altri candidati esclusi dalla corsa finale.
Lecco e Macerata, sfide dall’esito incerto
Tra le competizioni più equilibrate figura quella di Lecco, dove il sindaco uscente Mauro Gattinoni, espressione del centrosinistra, cerca la conferma contro Filippo Boscagli, candidato del centrodestra. I risultati del primo turno hanno evidenziato un confronto particolarmente serrato, mentre alcune liste civiche e forze politiche escluse hanno scelto di non indicare una preferenza ai propri elettori.
Situazione altrettanto delicata a Macerata, dove il sindaco uscente Sandro Parcaroli aveva mancato la rielezione immediata per poche schede, fermandosi al 49,96%. Lo sfidante Gianluca Tittarelli, sostenuto dal centrosinistra, ha invece cercato di ampliare il proprio bacino elettorale attraverso un’intesa politica con la lista civica Officina delle Idee.
Arezzo e il ruolo decisivo dell’area civica
Ad Arezzo il confronto per la successione amministrativa si sviluppa attorno alla sfida tra Marcello Comanducci e Vincenzo Ceccarelli, candidato del centrosinistra.
In questo contesto assume particolare importanza il risultato ottenuto al primo turno da Marco Donati e dall’area civica e centrista che lo sostiene. Dopo aver superato il 20% dei consensi, Donati ha scelto di non fornire indicazioni di voto ufficiali, lasciando piena libertà ai propri elettori.
Vigevano, osservato speciale per gli equilibri del centrodestra
Fuori dai capoluoghi, una delle competizioni più seguite è quella di Vigevano, dove il risultato finale potrebbe dipendere dal comportamento degli elettori che al primo turno avevano sostenuto candidati riconducibili all’area dei cosiddetti “vannacciani”.
Quel bacino elettorale, che aveva superato il 14% delle preferenze, viene considerato uno dei fattori potenzialmente decisivi nel confronto tra la candidata sostenuta dalla coalizione progressista e il candidato appoggiato da Forza Italia insieme a una lista civica.
Affluenza in calo, attesa per i risultati definitivi
Il dato sull’affluenza conferma una partecipazione inferiore rispetto al primo turno e rappresenta uno degli elementi da osservare nella lettura politica del voto. Nei principali Comuni chiamati al ballottaggio, l’esito finale dipenderà in larga misura dalla capacità dei candidati di intercettare gli elettori delle liste escluse e gli astenuti della prima fase elettorale. Lo scrutinio successivo alla chiusura dei seggi fornirà il quadro definitivo delle nuove amministrazioni locali.









