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8 Giugno 2026
8 Giugno 2026
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Reggio Calabria, stretta della Questura sulla sicurezza. Emessi 45 provvedimenti di prevenzione

Tra le misure spiccano Daspo sportivi, fogli di via obbligatori e restrizioni speciali contro la criminalità organizzata e i reati patrimoniali

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I presidi di sicurezza e l’attività investigativa della Questura di Reggio Calabria, operati in costante sinergia con le altre forze di polizia sul territorio, hanno prodotto un sensibile incremento delle tutele preventive nel corso del mese di maggio. Il questore ha firmato un pacchetto di 45 misure restrittive volte a disinnescare la pericolosità sociale e a monitorare i soggetti ritenuti vicini a contesti delinquenziali. Tra i provvedimenti più significativi si registrano ventidue avvisi orali volti a intimare una condotta strettamente conforme alla legge. Per due dei destinatari, già gravati da condanne definitive per delitti non colposi, l’autorità di pubblica sicurezza ha disposto una serie di severe prescrizioni supplementari. A questi ultimi è stato imposto il divieto assoluto di possedere o utilizzare apparati di comunicazione radiotrasmittente, programmi informatici e strumenti di cifratura o crittazione di messaggi e conversazioni, nonché mezzi di trasporto blindati o modificati per aumentarne la potenza e la capacità offensiva. Il divieto si estende inoltre alle armi a modesta capacità offensiva e persino alle riproduzioni giocattolo in libera vendita.

Daspo, fogli di via e misure di prevenzione sul territorio

L’azione della Questura ha toccato in modo incisivo anche il fronte delle manifestazioni sportive e della tutela del patrimonio. Undici provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono competizioni agonistiche, i cosiddetti Daspo, sono stati emessi con una durata variabile da uno a cinque anni nei confronti di soggetti resisi responsabili di condotte violente negli impianti della provincia reggina. Sul piano del controllo della mobilità dei soggetti indiziati di reato, sono stati disposti due fogli di via obbligatori con divieto di ritorno. Il primo ha colpito un cittadino residente in Campania, indiziato di gravi reati contro il patrimonio e in particolare di truffe consumate sul territorio provinciale, al quale è stato imposto il divieto di rientro per un periodo di quattro anni, limite massimo previsto dall’ordinamento. Una misura analoga, della durata di due anni, ha riguardato un soggetto residente a Oppido Mamertina, imputato per reati contro il patrimonio, al quale è stato precluso l’accesso nel comune di Varapodio.

Ammonimenti e sorveglianza speciale contro la criminalità organizzata

Nel comparto dedicato alla risoluzione e alla prevenzione delle criticità relazionali e domestiche, l’ufficio di pubblica sicurezza ha emanato cinque provvedimenti di ammonimento, uno strumento monitorio finalizzato a intercettare e deflazionare sul nascere la conflittualità prima che sfoci in condotte penalmente rilevanti. Sul versante del contrasto alla criminalità organizzata e ai reati di maggiore allarme sociale, la Questura ha formalizzato due proposte di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, indirizzate alla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. Nello stesso arco temporale, l’autorità giudiziaria ha accolto le istanze precedentemente promosse dal questore, emettendo tre decreti di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno della durata di due anni ciascuno a carico di altrettanti individui accusati di reati associativi legati agli stupefacenti e contro il patrimonio.

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