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10 Giugno 2026
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Appello Eyphemos, la Cassazione riscrive le condanne: riduzioni di pena e un’assoluzione nel giudizio bis (NOMI)

Dopo l’annullamento in Cassazione, la Corte d’appello di Reggio Calabria ridetermina le condanne. Assolto Vincenzo Carbone, conferme per Domenico Carbone e Pasquale Cutri.

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Dopo la decisione della Corte di Cassazione del 5 dicembre 2024, che aveva disposto l’annullamento con rinvio delle precedenti condanne, la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha riesaminato il troncone del giudizio abbreviato relativo all’operazione “Eyphemyos”, coordinata dalla Dda reggina e scattata il 25 febbraio 2020 con 65 ordinanze di custodia cautelare.

Il procedimento riguarda una presunta locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte, considerata una costola della cosca Alvaro attiva tra Sinopoli, Cosoleto, San Procopio e Delianuova, con contestazioni che spaziano da associazione mafiosa a estorsioni, armi, stupefacenti e scambio elettorale politico-mafioso, aggravati dal metodo mafioso.

La riduzione della pena per Domenico Laurendi

I giudici di secondo grado, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Dario Vannetiello, hanno ridotto la pena a 13 anni e 10 mesi di reclusione per il ritenuto vertice dell’associazione Domenico Laurendi, che in precedenza era stato condannato a 19 anni. Laurendi rispondeva di plurimi reati, tra cui associazione mafiosa, estorsioni, violazioni in materia di armi, intestazioni fittizie e stupefacenti.

Le altre decisioni: assoluzioni, conferme e rideterminazioni

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha inoltre disposto la conferma delle condanne nei confronti di Domenico Carbone e Pasquale Cutrì, ritenendo sostanzialmente immutato l’impianto accusatorio a loro carico.

Di contro, è arrivata l’assoluzione per Vincenzo Carbone, già condannato in primo grado a 8 anni di reclusione. L’imputato era assistito dagli avvocati Francesco Lojacono e Domenico Tripodi, che nel corso del giudizio di secondo grado avevano già ottenuto un primo significativo risultato favorevole, con l’esclusione di un episodio estorsivo contestato in concorso con Domenico Laurendi.

Sul fronte delle posizioni residuali, i giudici del rinvio hanno disposto una rideterminazione al ribasso delle pene per diversi imputati.

In particolare:

Natale Lupoi – 11 anni, 1 mese e 10 giorni (da 12 anni);
Giuseppe Rizzotto: 9 anni, 10 mesi e 20 giorni (da 10 anni e 4 mesi);
Giuseppe Speranza: 10 anni, 10 mesi e 20 giorni (da 11 anni e 8 mesi).

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