Il progetto “Discutiamone a scuola” si conferma un pilastro fondamentale per il supporto psicologico degli adolescenti calabresi. A fornire un quadro dettagliato dell’iniziativa è stata l’assessora regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari opportunità, Pasqualina Straface, durante un tavolo operativo svoltosi alla Cittadella regionale di Catanzaro. I dati aggiornati parlano di 9.951 accessi agli sportelli d’ascolto, a testimonianza di un bisogno di confronto sempre più avvertito tra i banchi.
L’attività ha coinvolto capillarmente il territorio, raggiungendo 394 istituti scolastici e ben 2.662 classi. Oltre ai colloqui individuali, il monitoraggio ha registrato 18.959 interventi complessivi, che includono 5.510 incontri con le classi, 2.158 sessioni con docenti e personale scolastico, e 1.340 momenti di confronto dedicati ai genitori. La sperimentazione, finanziata con fondi comunitari, vede il coinvolgimento di 44 psicologi distribuiti nelle cinque province calabresi, con un investimento iniziale di circa 1,8 milioni di euro per le prime annualità.
Il commento dell’Assessora Straface
Secondo l’assessore all’Inclusione, il successo del programma risiede nella capacità di essere diventati una vera e propria “lente d’ingrandimento” sul disagio giovanile.
“Discutiamone a scuola è uno degli interventi più qualificanti e di maggiore valore umano voluti dal presidente Roberto Occhiuto – ha spiegato Pasqualina Straface -. La presenza dello psicologo nelle scuole ha dimostrato di essere una lente d’ingrandimento sul disagio psicosociale dei nostri adolescenti, facendo emergere fragilità che altrimenti sarebbero rimaste sommerse: bullismo, ideazione suicidaria, autolesionismo, maltrattamenti in famiglia, disturbi alimentari, abuso di smartphone, gioco online e dipendenze. Dietro ogni numero c’è un ragazzo calabrese che ha chiesto aiuto e ha trovato un porto sicuro”.
L’importanza dell’ascolto precoce
Il punto di forza dell’iniziativa, emerso chiaramente dal tavolo di confronto, è la creazione di uno spazio scevro da giudizi, capace di attrarre la fiducia dei più giovani.
“Il dato degli accessi allo sportello è il più eloquente, perché racconta il bisogno reale dei ragazzi – ha proseguito l’assessora Straface -. Gli adolescenti hanno utilizzato lo spazio di ascolto, si sono fidati, hanno trovato una figura competente e non giudicante. Questo significa che il progetto ha centrato l’obiettivo: intercettare prima, ascoltare prima, sostenere prima”.
L’assessora ha infine rivolto un ringraziamento corale a tutte le figure coinvolte, dalle Aziende Sanitarie Provinciali agli psicologi, passando per i referenti del dipartimento e gli uffici regionali, confermando la volontà di proseguire nel rafforzamento di questa rete di protezione fino al 2028.









