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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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Vibo Marina e i depositi petroliferi, tutti gli errori del sindaco Romeo: il suo cavallo di battaglia è senza zampe

Il piano di emergenza esterna, lo scontro sui depositi della Meridionale Petroli e la delocalizzazione da Vibo Marina a Porto Salvo. Tanti nodi da sciogliere, un'unica certezza: tra quattro anni i serbatoi saranno ancora lì e il primo cittadino sarà un altro

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Il piano di emergenza esterna inerente ai depositi della Meridionale Petroli predisposto dalla Prefettura di Vibo ha riportato al centro del dibattito la connessa delocalizzazione degli impianti della società petrolifera dal porto di Vibo Marina alla zona industriale di Porto Salvo. Nei giorni scorsi un sit-in promosso dal comitato “No depositi” di fronte ai cancelli dell’azienda per sostenere lo spostamento dei serbatoi ed esternare le preoccupazioni legate agli effetti dell’applicazione del piano redatto dall’Ufficio di Governo si è rivelato un flop clamoroso in fatto di presenze. Non vi è stata infatti nemmeno l’ombra della “folla oceanica” che gli organizzatori ritenevano di poter coinvolgere, a conferma del fatto che la gente è stanca di chiacchiere e manifestazioni senza costrutto e, contrariamente al pensiero di chi ha bollato come apatici i cittadini che hanno deciso di non partecipare, riteniamo che la loro determinazione sia il frutto della stanchezza di cui si è detto.

La rassegnazione dei cittadini

Diciamolo chiaramente: i cittadini non hanno nessun interesse a partecipare ad una manifestazione senza alcuna prospettiva concreta, non potendo essa incidere nè sulla delocalizzazione – posto che almeno per quattro anni la Meridionale Petroli rimarrà nell’attuale sito, in attesa della definizione dell’iter della domanda iniziale (concessione ventennale) – né sul relativo piano di emergenza, né tantomeno gli interessa sorbirsi il sindaco che ripete per l’ennesima volta la tiritera sull’incompatibilità dei depositi costieri con lo sviluppo turistico e sui presunti meriti per aver ottenuto che la concessione a Meridionale Petroli, a fronte di una richiesta di rinnovo ventennale, sia stata ridotta a soli quattro anni.

La convivenza tra porto commerciale, turismo e industria

Chiuse le considerazioni di carattere generale ed entrando nel merito delle due tematiche (delocalizzazione e piano di emergenza), vanno puntualizzati alcuni aspetti. In primo luogo la presunta incompatibilità tra sviluppo turistico del porto e presenza dei depositi è smentita dai fatti: nei giorni scorsi, per come documentato dal giornalista Maurizio Bonanno, si è registrata la contemporanea presenza del cargo “Polar Rok”, ormeggiato lungo la banchina Bengasi – intento ad imbarcare macchinari realizzati negli stabilimenti della multinazionale Baker Hughes, – e del mega yacht “Main”, appartenente agli eredi di Giorgio Armani, ormeggiato presso un pontile turistico, in uno con la partenza di traghetti e motonavi che collegano Vibo Marina con le isole Eolie, favorendo un flusso turistico costante, dunque una realtà concreta e quotidiana di convivenza tra traffico commerciale e passeggeri, turismo nautico ed industria senza che nessuno pregiudichi o interferisca con la presenza degli altri, dove sta dunque la presunta incompatibilità?

Il nodo della concessione e l’articolo 38 del codice della navigazione

Per quanto concerne poi i meriti che il sindaco rivendica, va osservato come non sia affatto vero che, grazie alla sua opera, a fronte di una richiesta di rinnovo ventennale, ne sia stata concessa una di soli quattro anni; a tal proposito va ribadito quanto già sostenuto in un precedente intervento, l’atto dell’autorità portuale è stato assunto ai sensi dell’art. 38 del codice della navigazione, il cui testo subordina il rilascio del provvedimento di occupazione anticipata di beni del demanio marittimo alla ricorrenza di motivi di urgenza, che nel caso in esame attengono alla scadenza della precedente concessione che avrebbe imposto il blocco dell‘attività. Si tratta quindi di un provvedimento strumentale e preparatorio rispetto alla concessione definitiva, che è stato adottato nelle more del perfezionamento dell’iter procedimentale e quindi non incide sul rinnovo definitivo e sulla sua durata.

Le osservazioni al piano di emergenza e l’attacco al comitato

Anche in relazione al piano di emergenza predisposto dalla Prefettura non si comprende quale sia stata l’utilità dell’iniziativa del comitato “No depositi”. La strada per attenuare gli inevitabili disagi derivanti dal venir meno dei parcheggi di via Vespucci non è manifestare, ma rendersi parte attiva, se si posseggono le capacità, nel formulare osservazioni al piano entro il 28 giugno. In questo senso si è mosso il gruppo consiliare dei “Democratici e Riformisti” che, attraverso memorie ed osservazioni corredate da materiale fotografico e planimetrie, ha proposto delle soluzioni alternative a quelle elaborate dall’ufficio di governo.

Caciara o proposte concrete: la stoccata finale

Messo ordine nelle cose e fatte le dovute differenze tra chi avanza proposte concrete e chi preferisce fare caciara inseguendo titoli sui giornali, bisogna chiedersi se alla fine Romeo – che ha scelto come cavallo di battaglia del suo mandato la delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli – riuscirà a raggiungere la meta. Da quel che si è fin qui visto – e ci riferiamo anche al boicottaggio da parte delle stesse forze di maggioranza dell’ordine del giorno urgente presentato dai Democratici e Riformisti, che appartengono allo stesso schieramento – sulla presenza dei depositi petroliferi (Eni e Meridionale Petroli) e sulla connessa sicurezza di Vibo Marina, riteniamo che Romeo si trovi su un destriero senza zampe che non lo porterà da nessuna parte, col risultato che fra quattro anni la Meridionale Petroli sarà sempre nello stesso sito che occupa da oltre mezzo secolo, mentre, al contrario, il sindaco sicuramente non sarà più al proprio posto.

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