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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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Arrestato sindacalista a Reggio Calabria, le accuse: “Imponeva assunzioni nelle aziende”

Arrestato il sindacalista Maurizio Chiarolla, candidato del centrosinistra alla presidenza della V Circoscrizione. Secondo la Dda avrebbe imposto assunzioni nelle società che lavorano per Hitachi Rail

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Scossa a Reggio Calabria: arrestato il sindacalista Maurizio Chiarolla, candidato del centrosinistra alla presidenza della V Circoscrizione. Secondo la Dda avrebbe minacciato altri sindacalisti e imposto assunzioni nelle società che lavorano per Hitachi Rail. Contestata anche l’aggravante mafiosa. Un sindacalista, candidato del centrosinistra alle elezioni circoscrizionali, arrestato con l’accusa di avere imposto assunzioni e intimidito altri rappresentanti dei lavoratori con modalità mafiose. È il nuovo scenario emerso dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di tre persone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Claudia Colli c’è Maurizio Chiarolla, 48 anni, esponente della Confsal-Fismic e candidato alla presidenza della V Circoscrizione Reggio Centro-Sud. In carcere sono finiti anche Salvatore Aricò e Roberto Puglia.

Le minacce ai sindacalisti di Cisl e Uil

Secondo la ricostruzione della Dda guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, gli arrestati avrebbero minacciato due sindacalisti, Antonio Hanaman della Cisl e Gabriele Labate della Uil. L’obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di costringerli a non ostacolare l’assunzione di lavoratori sponsorizzati da Chiarolla nelle società operanti all’interno dello stabilimento Hitachi Rail Spa di Reggio Calabria. Una vicenda che, secondo gli inquirenti, si sarebbe sviluppata in un clima di forte pressione e intimidazione.

Le auto incendiate e il sospetto del metodo mafioso

L’inchiesta collega agli arrestati anche il rogo avvenuto tra il 23 e il 24 febbraio 2025, quando vennero incendiate le auto dei due sindacalisti. Secondo la Squadra Mobile, l’incendio sarebbe stato eseguito da un quarto indagato per il quale, però, il gip non ha disposto l’arresto. Un episodio ritenuto dagli investigatori parte integrante della strategia intimidatoria contestata agli indagati.

L’inchiesta partita da un’altra tentata estorsione

L’indagine della Dda era partita da un precedente episodio che vede già coinvolto Maurizio Chiarolla. Secondo gli inquirenti, il sindacalista avrebbe tentato di imporre assunzioni anche a Nunzio Blandini, manager della Miri Spa, azienda operante in subappalto per Hitachi. La vicenda sarebbe culminata il 30 giugno 2024 con l’incendio dell’auto del dirigente.

“Assunzioni imposte e licenziamenti da bloccare”

Sempre secondo l’accusa, Chiarolla avrebbe cercato di costringere il manager a evitare il licenziamento di lavoratori iscritti alla Confsal-Fismic e ad assumere operai indicati direttamente dal sindacalista. Un quadro che, secondo la Procura antimafia, configurerebbe un sistema di pressione e controllo sulle dinamiche occupazionali all’interno dell’indotto industriale legato a Hitachi Rail.

La nuova inchiesta che scuote sindacato e politica

L’arresto di Maurizio Chiarolla rischia ora di avere pesanti ripercussioni non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e sindacale. La vicenda riaccende i riflettori sul rapporto tra lavoro, consenso e presunte infiltrazioni criminali nel tessuto economico reggino, mentre le indagini della Dda proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

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