Nel corso della mattinata del 12 giugno 2026, la Squadra Mobile di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone. Il provvedimento è stato emesso su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.
Le accuse: estorsioni, rapine e contestazioni aggravate dal metodo mafioso
I tre indagati risultano destinatari di accuse che comprendono reati contro il patrimonio e l’ordine pubblico. Tra le ipotesi contestate figurano estorsione e rapina aggravata, oltre a condotte riconducibili all’utilizzo del metodo mafioso. In alcuni casi, gli inquirenti ipotizzano anche la partecipazione a una associazione di tipo mafioso ai sensi dell’art. 416 bis c.p. Un impianto accusatorio che, secondo quanto emerso, delineerebbe un contesto criminale strutturato e organizzato.
Il coordinamento della Dda e il quadro investigativo
Il coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia conferma la rilevanza del profilo investigativo legato alla criminalità organizzata. La Dda, infatti, è competente nel coordinamento delle indagini su reati riconducibili a sodalizi mafiosi o a contesti in cui emergano elementi di infiltrazione o metodo mafioso. L’azione odierna si inserisce in questo perimetro investigativo, volto a contrastare fenomeni criminali strutturati sul territorio reggino.









