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15 Giugno 2026
15 Giugno 2026
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Salario minimo negli appalti, la proposta di legge attende da dicembre. Laghi: “Inutile iniziare ogni volta da capo”

Il consigliere regionale evidenzia come il nuovo testo presentato nei giorni scorsi sia sovrapponibile alla sua iniziativa di sei mesi fa ma giacente in commissione: "Uniamo le forze per approvarla subito"

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“Ho letto con interesse la proposta di legge depositata dalla collega Barbuto sul salario minimo nei contratti pubblici regionali protocollata lo scorso 3 giugno 2026 – dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi -. Trovo il testo largamente condivisibile nei contenuti, del resto, è sostanzialmente coincidente con quello che io stesso ho depositato il 17 dicembre scorso (prot. n. 25055), dal titolo ‘Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria’”.
Il consigliere delinea poi i punti cardine della sua iniziativa, spiegando come il provvedimento intervenga concretamente a costo zero per le casse pubbliche.
“La legge che ho presentato sei mesi fa – dice Laghi – impegna la Regione, le aziende del sistema sanitario regionale, le agenzie, le autorità e tutti gli enti strumentali regionali a indicare, in ogni procedura di gara e in coerenza con l’articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, il contratto collettivo più attinente all’attività, stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Quegli stessi soggetti hanno l’obbligo di verificare che il contratto preveda una retribuzione minima tabellare pari a nove euro l’ora; e, quando l’impresa dichiara di applicare un contratto differente, di condurre il giudizio di equivalenza sui dodici parametri dell’allegato al codice degli appalti, accertando comunque la soglia inderogabile dei nove euro. Tutto questo senza un euro di nuovi oneri per il bilancio regionale”.

Le analogie e la differenza tecnica tra i due progetti di legge

L’esponente politico entra nel dettaglio del confronto tra i due testi, rilevando una forte convergenza ma anche una precisa sfumatura d’approccio. “Stessa soglia – sottolinea Laghi – stesso ambito applicativo, stessa impostazione di fondo della legge proposta dalla Collega. C’è, semmai, una differenza tecnica che mi permetto di segnalare. La mia proposta costruisce un obbligo di verifica in capo alle stazioni appaltanti: i nove euro sono un vincolo, non un punteggio“.
Al netto dei dettagli, però, resta il rammarico per il mancato coordinamento tra le forze politiche all’interno delle commissioni. “Mi fa piacere, in ogni caso, che il tema convinca anche altri – confessa l’esponente politico -. Meno mi convince l’idea che si debba ricominciare da capo, come se nei cassetti delle commissioni non giacesse già un testo depositato sei mesi fa”.

L’appello per evitare i ritardi della burocrazia regionale

Laghi preferisce derubricare l’accaduto a un disguido formale, lanciando però un invito chiaro per accelerare l’iter e dare risposte immediate alle fasce più deboli del mondo del lavoro. “Presumo si tratti di una svista – spiega il consigliere regionale – d’altronde il Consiglio regionale è luogo affollato di carte, e non di disinvoltura istituzionale. Ma proprio per questo colgo l’occasione per ricordare che la mia proposta esiste, è protocollata, e attende da dicembre di essere calendarizzata. Se l’obiettivo condiviso è garantire dignità salariale ai lavoratori degli appalti pubblici calabresi, la strada più rapida è discutere il testo già in essere, comunque modificabile, non aggiungerne un altro alla fila”.
L’obiettivo finale resta la tutela di chi attende da tempo un salario dignitoso, una necessità che impone di superare le lungaggini burocratiche.
“Invito quindi la collega Barbuto e tutti i gruppi consiliari che intendano sostenere questa misura a unire le forze per portare la proposta existent in commissione e in aula nel più breve tempo possibile – conclude Ferdinando Laghi -. Il lavoro povero in Calabria non aspetta i tempi della burocrazia regionale. E nemmeno i lavoratori della sanità esternalizzata, delle pulizie, della manutenzione, quelli a cui questa legge è destinata. Sono disponibile a ogni forma di collaborazione nell’interesse dei lavoratori calabresi. Meno lo sono a ricominciare ogni volta da capo“.

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