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17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
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Energia, Occhiuto sfida il Governo: “Attuare i prezzi zonali per favorire il Sud altrimenti interesserò la Corte Costituzionale”

Il presidente della Regione Calabria punta il dito contro le resistenze di Arera e preannuncia un possibile ricorso per superare l'attuale iniquità tariffaria che penalizza le imprese meridionali

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Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha lanciato un chiaro monito in occasione del forum sull’energia organizzato da Legambiente presso la sede della Giunta regionale a Catanzaro, sollecitando l’esecuzione della riforma sui prezzi zonali dell’energia, ad oggi rimasta incompiuta. Secondo il presidente calabrese, la mancata applicazione di questo criterio sta impedendo al Sud di beneficiare del proprio potenziale produttivo. “Dal primo gennaio 2025 i prezzi dell’energia dovrebbero essere definiti su base zonale. La Calabria è una zona a sè, quindi l’energia in Calabria dovrebbe costare molto meno di quanto, in verità, costi oggi. Se si desse luogo a questa riforma, purtroppo strozzata, cioè non eseguita fino in fondo, noi potremmo garantire non solo ai calabresi e alle imprese calabresi un prezzo dell’energia più basso, ma potremmo anche utilizzare questo vantaggio per attrarre investimenti”.

La battaglia istituzionale e il nodo perequativo

La posizione del presidente Occhiuto si inserisce in un contesto di più ampio respiro nazionale, finalizzato a scardinare dinamiche di distribuzione delle risorse che penalizzano storicamente le regioni meridionali. Per questo motivo, il governatore intende coinvolgere i colleghi del Mezzogiorno in un’azione coordinata per ottenere maggiore equità. “Questa – ha proseguito Occhiuto – è una battaglia che ho cominciato a portare avanti a livello nazionale e che ho intenzione di continuare, magari insieme ad altri presidenti del Sud, perché non capisco come mai la perequazione in questo Paese debba funzionare solo quando riguarda il trasferimento di risorse dal Sud al Nord e non viceversa. E’ un tema che sarà molto caldo nelle prossime settimane e non escludo di poter interessare la Corte Costituzionale anche su questo argomento”.

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Il ruolo di Arera e le resistenze del Nord

L’analisi di Occhiuto si concentra in particolare sulle dinamiche decisionali all’interno dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Secondo il governatore, l’ente avrebbe disatteso le aspettative normative, subendo pressioni che hanno rallentato, se non bloccato, il processo di riforma atteso dal sistema produttivo. “Secondo Occhiuto la “strozzatura” si è formata in Arera, l’autorità che definisce tariffe e prezzi, e che – ha spiegato il presidente della Regione Calabria – “avrebbe dovuto adottare una delibera per dare luogo ai prezzi zonali. E’ evidente che c’è una resistenza da parte delle regioni del Nord e soprattutto da parte delle imprese del Nord. Una resistenza che, in verità, considero poco comprensibile, perché le imprese del Nord – ha concluso Occhiuto – possono stipulare accordi di fornitura con aziende produttrici di energia rinnovabile, per esempio in Calabria, ottenendo prezzi molto più convenienti di quelli che oggi pagano”.

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