Due incendi nel giro di pochi giorni. Due episodi che colpiscono proprietà riconducibili a Doris Lo Moro. Le indagini accerteranno cause, responsabilità ed eventuali collegamenti, ma c’è un altro aspetto che non richiede alcuna indagine per essere osservato: il sostanziale silenzio.
Una figura pubblica della Calabria
Doris Lo Moro non è una cittadina qualsiasi: è stata magistrato, sindaco, parlamentare, assessore regionale, è una figura che ha attraversato decenni di vita pubblica calabrese contrastando con pugno di ferro ogni illegalità. Ecco perché quando accadono fatti del genere, la questione non riguarda soltanto la sfera privata di chi li subisce.
La solidarietà che non arriva
Eppure, al netto di poche eccezioni, non si è registrata quella spontanea solidarietà istituzionale che in altre circostanze arriva quasi automaticamente, nessuna gara di comunicati, nessuna mobilitazione verbale, nessuna particolare attenzione da parte di quella politica che normalmente trova sempre il tempo per commentare qualsiasi vicenda. Naturalmente nessuno può affermare oggi che dietro quegli incendi vi sia una matrice criminale, ma la solidarietà non è una sentenza e non presuppone l’accertamento di un reato, è un principio di prudenza civile, significa dire: “Attendiamo le indagini, ma siamo vicini a chi è stato colpito”.
Il contrasto con Trame
In questi giorni, peraltro, Lamezia ospita iniziative, incontri e manifestazioni dedicate alla legalità e al contrasto delle mafie nell’ambito di “Trame”. Temi sacrosanti, ma proprio per questo il contrasto appare ancora più evidente. Si parla molto di mafia in astratto, un po’ meno quando i fatti concreti bussano alla porta. Forse non c’è nulla dietro questi incendi, ce lo diranno gli investigatori, ma se anche soltanto esistesse il dubbio che qualcuno abbia voluto lanciare un messaggio, allora il silenzio diventerebbe un problema esso stesso, perché una comunità si misura non soltanto dalla capacità di indignarsi quando le verità sono già accertate, ma anche dalla capacità di mostrare vicinanza quando le domande sono ancora aperte. E oggi, più degli incendi, colpisce proprio questo: la scarsità di domande e l’abbondanza di silenzio.









