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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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“Non favorì la latitanza di Domenico Crea”, confermata in appello l’assoluzione del boss Luigi Mancuso

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha respinto l’impugnazione della Dda e confermato la sentenza del gup. Il boss di Limbadi era accusato di aver favorito la latitanza di Domenico Crea

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La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato l’assoluzione di Luigi Mancuso, ritenuto il boss di Limbadi nonché esponente apicale della ‘ndrangheta vibonese, nel processo nato dall’operazione “Declino”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. La decisione è arrivata al termine del giudizio di secondo grado celebrato davanti alla prima sezione penale. La Corte, presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, con a latere Urania Granata e Francesca Grassani, ha confermato la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Reggio Calabria il 2 dicembre 2024, appellata dalla pubblica accusa. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

L’accusa sul presunto favoreggiamento della latitanza

Mancuso era finito nel procedimento con l’accusa, secondo l’impostazione della Dda reggina, di aver contribuito a favorire la latitanza di Domenico Crea, ritenuto dagli inquirenti figura apicale dell’omonima cosca operante nell’area di Rizziconi. Il procedimento è stato definito con il rito abbreviato, scelto dalla difesa dopo una prima importante decisione favorevole arrivata nella fase cautelare. Già il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, infatti, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Mancuso, disponendone la liberazione se non detenuto per altra causa.

Dal gup all’appello: assoluzione confermata

In primo grado il gup di Reggio Calabria aveva assolto Mancuso dalle accuse contestate. La sentenza era stata poi impugnata dalla Dda di Reggio Calabria, che aveva chiesto una nuova valutazione del caso davanti alla Corte d’Appello. Oggi i giudici di secondo grado hanno confermato integralmente la decisione di primo grado, mantenendo ferma l’assoluzione di Mancuso assistito dagli avvocati Paride Scinica e Francesco Calabrese.

Le altre assoluzioni confermate

La decisione della Corte d’Appello non riguarda soltanto la posizione di Luigi Mancuso. I giudici reggini hanno infatti confermato la sentenza di primo grado anche nei confronti di Pantaleone Dimundo, Pasquale Gallone, Salvatore Gallone, Michele Rottura e Antonino Rottura, tutti coinvolti, a vario titolo, nel filone abbreviato del processo nato dall’operazione “Declino”. Secondo l’impostazione accusatoria, le condotte contestate si sarebbero inserite nel presunto sistema di supporto alla latitanza di Domenico Crea. Il gup, però, aveva già ritenuto non raggiunta la prova della responsabilità penale degli imputati. Una valutazione che oggi la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato, respingendo l’appello proposto dalla pubblica accusa.

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