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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Autonomia differenziata, Nicola Irto alza il muro: “Opposizioni unite contro il blitz della Lega, la Calabria non pagherà il prezzo”

Il segretario del Pd calabrese denuncia la forzatura in Commissione al Senato: "Niente audizioni dei ministri su sanità e protezione civile. Si sta consumando un patto di potere"

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La battaglia politica sull’attuazione delle riforme regionali si accende a Palazzo Madama, vedendo il fronte delle minoranze compatto nel fare muro contro i piani del centrodestra.
Al Senato le opposizioni stanno portando avanti un ostruzionismo duro, unitario e determinato contro il tentativo della Lega di aggirare i rilievi e limiti fissati dalla Corte costituzionale sulla legge di attuazione dell’autonomia differenziata. Il segretario del Partito Democratico calabrese, il senatore Nicola Irto, punta il dito contro l’andamento dei lavori in Commissione Affari costituzionali, definendo molto grave l’atteggiamento dei partiti di governo.

Il muro di gomma della maggioranza e lo stop alle audizioni

Secondo l’esponente dem, i partiti che sostengono l’esecutivo starebbero cercando di accelerare l’iter legislativo blindando le stanze delle decisioni ed evitando qualsiasi tipo di dibattito pubblico e istituzionale.
La maggioranza e il governo have impedito perfino le audizioni dei ministri competenti, negando al Parlamento la possibilità di conoscere contenuti ed effetti concreti delle preintese su materie essenziali come la sanità e la protezione civile.
Per Nicola Irto si tratta di una forzatura istituzionale inaccettabile che punta a sottrarre informazioni fondamentali non solo alle Camere, ma a tutti i cittadini.

I rischi per il territorio calabrese: salute e dissesto idrogeologico

La forte preoccupazione dei parlamentari meridionali si concentra sulle possibili ricadute pratiche che un regionalismo spinto potrebbe produrre in un territorio già penalizzato dal punto di vista dei servizi e delle risorse.
Per la Calabria la posta in gioco è altissima e riguarda i diritti fondamentali, a partire dalla tutela della salute, dalla gestione delle emergenze ambientali, degli incendi e del dissesto idrogeologico.
Il timore espresso dal Pd è che la regione, che sconta storiche e profonde diseguaglianze territoriali rispetto al resto del Paese, possa subire ulteriori e definitive penalizzazioni nei comparti vitali per la sicurezza della popolazione.

Un patto di potere sulla pelle del Mezzogiorno

L’analisi politica del segretario regionale dem delinea infine uno scenario di scambi interni alla coalizione di governo che finirebbe per danneggiare il Meridione nell’indifferenza delle altre forze politiche della stessa maggioranza.
L’impressione è che nella maggioranza si stia consumando un patto di potere: la Lega insiste sull’autonomia differenziata, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia scelgono il silenzio. I progressisti promettono di continuare la battaglia con fermezza sia dentro che fuori le aule parlamentari, ribadendo che l’unità del Paese e l’uguaglianza dei diritti sociali non possono diventare merce di scambio politico per equilibri di governo.

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