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22 Giugno 2026
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Vibonese, intesa vicina per il nuovo corso. Vullo rileva il club ma pesa il nodo debiti: 300 mila euro

Il gruppo ha l'accordo con l'ex presidente Cammarata per la maggioranza societaria. Si definisce il nuovo organigramma: Maglia ds, Fanello o Mangiapane per la panchina

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La Vibonese si appresta a voltare pagina, ma il cammino verso il futuro si preannuncia sin da subito in salita. Tra le numerose incertezze che avvolgono il club rossoblù, l’unica reale certezza è rappresentata da un passivo finanziario che si aggira intorno ai 300mila euro. Chiunque assumerà la guida del sodalizio calabrese dovrà necessariamente farsi carico di questa situazione debitoria per poter pianificare la prossima stagione agonistica, considerando che la gestione ordinaria mensile di una realtà come quella di Vibo Valentia richiede un investimento minimo di circa 70mila euro. Su questo delicato fronte finanziario sembra voler offrire ampie garanzie la cordata imprenditoriale guidata da Cosimo Vullo. Il gruppo avrebbe infatti formalizzato un accordo di massima con l’ex presidente Fernando Cammarata per rilevare il 60% del pacchetto azionario, chiudendo l’operazione a una cifra inferiore rispetto ai 40mila euro inizialmente pattuiti.

L’organigramma tecnico e l’enigma della panchina

L’intera esposizione debitoria accumulata passerà sotto la diretta responsabilità della nuova proprietà, che sta contestualmente delineando i quadri dirigenziali e tecnici. Il ruolo di direttore sportivo verrà affidato a Fabrizio Maglia, figura scelta per gestire le manovre del mercato estivo. Per quanto riguarda la guida tecnica della prima squadra, si profila invece un ballottaggio a due: in corsa ci sono Benedetto Mangiapane e Danilo Fanello. Quest’ultimo, artefice della salvezza sul campo nell’ultimo campionato, vantava un accordo verbale per il rinnovo contrattuale siglato con il patron Pippo Caffo e con il commissario straordinario Domenico Putrino. Proprio la figura di Putrino potrebbe rimanere centrale all’interno del nuovo assetto con la carica di presidente, fungendo da elemento di garanzia per mantenere l’importante sponsorizzazione da circa 400mila euro che il Gruppo Caffo sarebbe pronto a confermare sul tavolo delle trattative.

Il retroscena della cordata locale sfumata

La transizione societaria nasconde tuttavia un retroscena non secondario legato a un piano alternativo che avrebbe garantito una gestione interamente locale. Una cordata di imprenditori vibonesi, capitanata da Pasquale Fera, aveva avviato una serie di interlocuzioni istituzionali con il sindaco Enzo Romeo. I membri del comitato promozionale avevano espresso la ferma volontà di non avviare alcuna trattativa diretta con Cammarata, ritenendo che la risoluzione di quel vincolo spettasse esclusivamente a Caffo. Il progetto programmatico di Fera prevedeva la nascita di una società completamente risanata dal passivo, autonoma nelle decisioni e indipendente dal contributo economico del Gruppo Caffo. Per il rilancio sportivo erano già stati avviati i contatti con Danilo Beccaria in qualità di direttore generale, Francesco Ramondino nel ruolo di direttore sportivo e Michele Facciolo per la panchina, ma la rigidità delle posizioni ha decretato il definitivo naufragio della trattativa.

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