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22 Giugno 2026
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Terremoto a Downing Street, si dimette Starmer. Burnham: “‘Mi candido alla leadership dei Labour” e Farage chiede il voto

Il Primo Ministro britannico annuncia l'addio dopo quasi due anni di governo travolto dal crollo dei consensi. L'ex sindaco di Manchester, appena eletto deputato, è il favorito alla successione

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Un atteso discorso alla nazione davanti al celebre portoncino nero del numero 10 di Downing Street ha sancito la fine dell’esperienza di governo di sir Keir Starmer. Travolto da una crescente impopolarità e da un drastico crollo dei consensi che ha spaccato lo stesso Partito Laburista, l’ormai ex Premier ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni da capo del governo e del partito. Davanti a televisioni e reporter schierati in massa fin dalle prime ore del mattino, l’uscita di scena di Starmer si è consumata in concomitanza con un altro evento politico di rilievo a Westminster: il giuramento come neo-deputato del collegio di Makerfield da parte di Andy Burnham, trionfatore assoluto nelle elezioni suppletive dello scorso 18 giugno e già indicato come il successore naturale alla guida del Paese.

La candidatura di Burnham e i tempi della successione

Il passaggio di consegne formale all’interno del Labour è iniziato pochi minuti dopo l’annuncio del Primo Ministro uscente. Il neodeputato ed ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, ha rotto gli indugi ufficializzando la propria corsa alla leadership del partito di maggioranza con parole di forte rispetto istituzionale: “Keir ha reso un enorme servizio al nostro Paese e voglio ringraziarlo per la sua guida e dedizione in un periodo così difficile”. Starmer ha precisato di aver già informato re Carlo III e di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di calendarizzare la transizione. La finestra per presentare le candidature si aprirà il 9 luglio per chiudersi il 16 luglio. Se Burnham dovesse correre da solo, configurando uno scenario di vera e propria “incoronazione”, l’insediamento del nuovo Premier avverrà già a metà luglio, prima della pausa estiva del Parlamento. In caso di sfidanti, la partita si chiuderà invece a settembre alla ripresa dei lavori di Westminster.

L’affondo di Farage e il tributo di Bruxelles

L’addio di Starmer ha immediatamente innescato le reazioni delle opposizioni e della diplomazia internazionale. Sul fronte interno, il leader del partito populista Reform UK, Nigel Farage, ha colto l’occasione per chiedere l’immediato ritorno alle urne attraverso un duro messaggio affidato ai canali social: “Reform invoca le elezioni e siamo pronti a portare un cambiamento radicale. Se il Labour pensa di poter piazzare un altro politico di professione al numero 10, si sbaglia di grosso”. Di tutt’altro tenore il commento giunto da Bruxelles. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso la propria gratitudine all’operato del Premier uscente sottolineandone il peso specifico sullo scacchiere geopolitico: “Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che tu sei riuscito a diventare in soli due anni. La sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina è più solida grazie a te. Grazie, caro Keir”.

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