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22 Giugno 2026
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Whistleblowing, Calabria bocciata da Libera: solo tre enti su venti proteggono davvero chi segnala illeciti

Il report “Whistle Monitor” fotografa l’accessibilità dei canali per segnalare corruzione e irregolarità: nell’isola monitorati 20 enti, punteggio medio tra i più bassi d’Italia. Criticità per sanità ed enti locali

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Segnalare un caso di corruzione o un illecito all’interno del proprio ente di lavoro resta, troppo spesso, un percorso a ostacoli. Un cammino segnato da vuoti informativi, pagine difficili da trovare, canali poco accessibili e strumenti non sempre in grado di garantire a chi denuncia la piena tutela prevista dalla normativa. È la fotografia scattata da Libera con il report “Whistle Monitor”, la prima mappatura nazionale sulla accessibilità, fruibilità e trasparenza degli enti pubblici per chi vuole segnalare irregolarità e proteggere il bene comune.

Il report sarà presentato domani, 23 giugno, a Roma, presso ExtraLibera, in occasione della Giornata Internazionale del Whistleblower. La ricerca ha preso in esame 434 amministrazioni strategiche tra sanità, università ed enti locali. Il risultato complessivo restituisce un quadro fatto di luci e ombre: nessun ente monitorato raggiunge la piena conformità al 100%.

Il quadro nazionale: un ente su tre non garantisce informazioni minime

La mappatura condotta da Libera evidenzia un dato centrale: in Italia più di un ente su dieci è privo di una pagina dedicata al whistleblowing, mentre un ente su tre non garantisce le informazioni minime necessarie per orientare e proteggere chi intende segnalare un illecito.

La maggioranza delle amministrazioni monitorate, pari al 56,9%, si colloca nella fascia definita “tiepida”, cioè in una condizione di parziale o sostanziale adeguatezza. Gli enti con performance considerate “ottime” si fermano invece al 14,1%, meno della metà di quelli che rientrano nell’area della criticità, pari al 28,9%.

Dentro questa zona d’ombra si registra anche un dato particolarmente preoccupante: il 6,7% degli enti pubblici, pari a 29 amministrazioni, risulta caratterizzato dall’assenza totale di canali o pagine informative. Un vuoto che, secondo il report, finisce di fatto per azzerare il diritto alla segnalazione, nonostante gli obblighi normativi previsti.

In Calabria punteggio tra i più bassi: solo tre enti in fascia alta

Il focus sulla Calabria restituisce un quadro ancora più fragile. Nella regione sono stati monitorati 20 enti, con un punteggio medio di 27,12, tra i più bassi a livello regionale. Nove enti, pari al 45% del totale, risultano sotto la sufficienza. Solo tre enti, pari al 15%, superano la prova sulla accessibilità, fruibilità e trasparenza dei canali di segnalazione, collocandosi nella fascia alta.

Sono invece sei gli enti “da rivedere”, perché il totale delle informazioni disponibili risulta solo parzialmente adeguato. La fotografia calabrese, secondo quanto emerge dalla nota, sembra indicare un modello nel quale la compliance e la trasparenza risultano concentrate soprattutto negli atenei pubblici, mentre il resto dell’ecosistema istituzionale appare molto più debole. Il report segnala una forte polarizzazione: alcune università trainano la regione, mentre enti locali e sanità mostrano risultati generalmente bassi, con alcuni casi a punteggio zero. Tra questi vengono indicati Asp di Vibo Valentia e Comune di Cosenza.

Sanità, università ed enti locali sotto osservazione

Il monitoraggio ha riguardato amministrazioni considerate strategiche per il Paese e suddivise in tre comparti essenziali: gli enti che garantiscono il diritto alla salute, quindi aziende sanitarie, ospedaliere e di ricerca; i 99 enti che erogano il diritto allo studio, tra università statali, scuole superiori, atenei privati e telematici; e i 145 enti locali e territoriali chiamati ad applicare il diritto a una buona amministrazione, tra Regioni, Comuni capoluogo di provincia, Città metropolitane e Province autonome.

A comporre il gruppo di monitoraggio sono stati 44 attiviste e attivisti volontari appartenenti a Libera, al Segretariato Italiano Studenti in Medicina e a Link – Coordinamento Universitario. Il punteggio finale, spiega Libera, è frutto di un confronto e di una validazione da parte di Anac, anche alla luce delle Linee guida dedicate.

A livello territoriale, l’Emilia-Romagna esprime il profilo più solido del Paese, con un punteggio medio di 50,6 su 70,5, nessun ente critico e il 70% degli enti posizionato nelle fasce alte. La Calabria, al contrario, si colloca tra le realtà con maggiori difficoltà.

Libera: “Serve uno sforzo corale per colmare il gap”

Per Libera, i dati impongono una riflessione immediata sul modo in cui gli enti pubblici garantiscono concretamente la possibilità di segnalare illeciti, corruzione e irregolarità. Il tema non riguarda solo l’adempimento burocratico, ma la protezione effettiva di chi sceglie di difendere l’interesse collettivo.

“A partire da questi dati, riteniamo necessario assumerci la responsabilità di promuovere un confronto con le realtà, istituzionali e non, che operano nell’ambito della formazione, dell’accompagnamento e del supporto alle pubbliche amministrazioni locali, per verificare la possibilità di sviluppare strumenti e percorsi specifici su questo tema. L’obiettivo – commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – è contribuire a mettere a disposizione degli enti territoriali, e in particolare dei Comuni, forme adeguate di sostegno che favoriscano un percorso non più rinviabile di formazione, semplificazione tecnica e assunzione di responsabilità. Serve uno sforzo corale per andare a colmare il gap che, sul tema dell’accessibilità al whistleblowing, esiste ed è reale: ricordiamoci che solo offrendo canali protetti e informazioni trasparenti possiamo dire di stare davvero tutelando chi sceglie di difendere l’interesse collettivo”.

Il messaggio che arriva dalla mappatura è netto: senza canali protetti, informazioni chiare e procedure accessibili, il whistleblowing rischia di restare sulla carta. E in Calabria, più che altrove, la strada per rendere effettiva questa tutela appare ancora lunga.

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