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22 Giugno 2026
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Bombardieri lancia l’allarme dalla Calabria: “Meno tasse per fermare la fuga dei giovani e tolleranza zero sul caporalato”

Il segretario generale interviene al congresso regionale di Maierato: focus su contratti dignitosi, infrastrutture e l'ombra della criminalità organizzata dietro la strage di Amendolara

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Il futuro della Calabria passa inevitabilmente attraverso il lavoro dignitoso, il taglio delle tasse locali e una lotta senza quartiere allo sfruttamento della manodopera.
Dal congresso regionale della Uil Calabria, in corso a Maierato, in provincia di Vibo Valentia, il segretario generale Pierpaolo Bombardieri traccia la linea d’azione per invertire la rotta in un territorio drammaticamente segnato dall’emigrazione giovanile e dalle piaghe sociali.

Ridurre l’Irpef locale per contrastare l’esodo dei giovani

Il primo grande nodo da sciogliere riguarda la pressione fiscale locale, che rischia di vanificare gli sforzi compiuti a livello centrale. Secondo il leader della Uil, per combattere l’esodo migratorio di tanti giovani dalla Calabria verso altre regioni in cerca di un lavoro stabile serve intervenire per avere anche al Sud contratti dignitosi in linea con i contratti nazionali.
Un obiettivo chiaro che richiede una forte sinergia istituzionale a livello territoriale. Bombardieri ha infatti spiegato che “in questa direzione va la proposta della Uil di azzerare l’Irpef sino al 35% ed occorre quindi che Comuni e Regioni si impegnino per una riduzione del prelievo fiscale”.
I soli indicatori macroeconomici positivi non possono bastare se non si traducono in un benessere reale per i cittadini. Per Bombardieri “gli effetti degli incrementi delle addizionali Irpef locali riducono i benefici ottenuti attraverso gli interventi nazionali ed ecco perché l’aumento del Pil è certamente un dato positivo, ma non basta in una regione come la Calabria dimenticata da quarant’anni e dove anche qui i soldi del Pnrr il prossimo anno saranno esauriti”.
La ricetta per sbloccare lo sviluppo economico regionale, dunque, non può prescindere da interventi strutturali mirati. Il segretario ha infatti rimarcato come sia fondamentale un cambio di passo immediato: “Occorre allora dare risposte concrete nelle infrastrutture viarie – dalle ferrovie alla Statale 106 – affinché riprendano anche gli investimenti delle aziende”.

Caporalato, il legame sospetto tra mafia pachistana e criminalità calabrese

Accanto alla questione economica, Bombardieri ha sollevato un velo inquietante sulla gestione della manodopera agricola e sui tragici fatti di cronaca che hanno sconvolto la regione, ponendo l’accento sulla necessità di non sottovalutare i network criminali.
Il leader sindacale ha chiarito che la lotta al caporalato è tra le priorità della Uil e occorre lavorare sulla prevenzione rafforzando i controlli delle forze dell’ordine.
Il pensiero va subito alla terribile vicenda di Amendolara, un episodio che secondo la Uil non può essere archiviato come un fenomeno isolato o estraneo alle dinamiche mafiose radicate nel territorio. “Ma quanto successo con la strage di Amendolara con quattro braccianti agricoli bruciati vivi non può essere attribuito solo alla mafia pachistana che ha ridotto in schiavitù i lavoratori”, ha denunciato con forza Bombardieri.
L’analisi del segretario si fa poi netta e sferzante rispetto alle letture superficiali della criminalità locale: “Se mi dicono che in una regione come la Calabria la mafia pachistana può fare queste cose senza nessuna connessione con la mafia calabrese, a me viene da ridere”.

Salari dignitosi e contratti stabili per fermare l’esodo dei giovani dal Sud

La fuga delle nuove generazioni resta una delle spine nel fianco del Mezzogiorno, un’emergenza confermata anche dalle ultime analisi statistiche. I recenti dati del Sole 24 Ore sull’esodo degli under 35 dalle regioni meridionali sono stati commentati duramente dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, il quale ha sottolineato che si tratta di “una conferma di quello che diciamo da tempo, c’è la necessità di investire nel Mezzogiorno e creare le condizioni perché i ragazzi possano rimanere qui”.
Per invertire questa tendenza non bastano i soli flussi finanziari, ma serve un cambio radicale nella qualità dell’occupazione offerta sul territorio. “Per farlo – ha aggiunto il leader sindacale – bisogna dare loro salari dignitosi e contratti stabili”.
La crescita economica non deve quindi rimanere un dato astratto, ma deve tradursi in tutele concrete per i lavoratori. Bombardieri ha infatti concluso ribadendo la posizione netta del sindacato sul tema dello sviluppo locale: “Noi pensiamo che il Mezzogiorno ha bisogno di investimenti al netto dei numeri e delle percentuali che danno una crescita in questo periodo”.

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