Il superamento del campo di Scordovillo costituisce un obiettivo pubblico non più rinviabile. Dopo decenni di degrado abitativo, sanitario, ambientale e sociale, la Calabria sembra finalmente prossima a chiudere una delle pagine più complesse della propria storia urbana e amministrativa. Questo risultato va riconosciuto. Va riconosciuto al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha assunto l’indirizzo politico dell’intervento. Va riconosciuto al sottosegretario Wanda Ferro, che ha portato sul tavolo la presenza dello Stato. Va riconosciuto alla Prefettura di Catanzaro, che ha esercitato una funzione essenziale di coordinamento, garanzia istituzionale e presidio dell’ordine pubblico. Va riconosciuto alle istituzioni che hanno concorso a trasformare un problema rimosso per cinquant’anni in un procedimento pubblico finalmente affrontato. Proprio per questo, la questione oggi è più seria. L’operazione è ormai al punto si volta e il rischio maggiore non è più l’inerzia. È l’irregolarità dell’attuazione, ovvero la possibilità che un obiettivo pubblico corretto venga compromesso da atti gestionali non conformi alla legge. È il rischio che una finalità legittima venga perseguita mediante strumenti illegittimi.
Il problema non è lo sgombero, ma il rispetto delle regole
Il problema non è lo sgombero di Scordovillo, non è la demolizione delle baracche, neanche la bonifica dell’area e neppure il coordinamento della Prefettura. Il vero nodo è sapere se Aterp Calabria stia gestendo la fase abitativa dell’operazione nel rispetto della disciplina inderogabile dell’edilizia residenziale pubblica. Gli atti Aterp relativi all’acquisto di immobili richiamano espressamente la destinazione a edilizia residenziale pubblica. Tale qualificazione non è irrilevante. È decisiva. Se gli immobili sono destinati a Erp, non possono essere trattati come beni disponibili dell’ente gestore e non possono essere assegnati mediante abbinamenti sociali, decisioni interne, tavoli tecnici, convenzioni operative o atti di mero coordinamento.
L’alloggio Erp è un bene pubblico funzionalizzato, vincolato a una procedura, destinato a soggetti selezionati mediante criteri legali, sottratto alla disponibilità discrezionale dell’amministrazione. La L.R. Calabria n. 32/1996 impone requisiti, bando, istruttoria, punteggio, graduatoria, verifica della Commissione e provvedimento di assegnazione.
Acquistare un immobile non significa poterlo assegnare liberamente
L’equivoco deve essere eliminato subito: acquistare un immobile non significa poterlo assegnare liberamente. L’acquisto è attività patrimoniale. L’assegnazione è funzione pubblicistica. Aterp può acquistare, recuperare, ristrutturare e gestire immobili. Ma non può, per questo solo fatto, sostituirsi al Comune, alla Commissione di assegnazione e alla graduatoria Erp. Il tavolo prefettizio non sana eventuali vizi della procedura. La Prefettura coordina e presidia la legalità dell’ordine pubblico e non attribuisce alloggi. Il sottosegretario sostiene l’azione dello Stato e non deroga alle graduatorie. La Regione programma e indirizza ma non può trasformare un ente gestore in autorità speciale di assegnazione. Il terzo settore accompagna, media, sostiene e profila i bisogni sociali, non forma titoli abitativi.
Per questa ragione, la formula secondo cui il soggetto sociale starebbe curando l’“abbinamento” tra famiglie e alloggi è giuridicamente delicatissima. Se l’abbinamento è meramente sociale, non produce titolo. Se invece determina l’ingresso dei nuclei in alloggi Erp, esso diventa assegnazione sostanziale. E l’assegnazione sostanziale, senza procedimento formale, è amministrazione di fatto, non amministrazione legittima.
In altre parole l’urgenza non può sospendere la legge. Non basta invocare la sicurezza, la vulnerabilità, la presenza di minori, la bonifica o l’accordo istituzionale. L’urgenza non è fonte autonoma di potere come la sicurezza non sospende la legge regionale mentre la fragilità non sostituisce i requisiti e La bonifica non cancella le graduatorie. L’accordo istituzionale, infine, non può essere adoperato come copertura di atti che, se adottati fuori dalla legge, restano illegittimi.
Il punto sollevato dai sindaci del Lametino
Il punto sollevato da cinque sindaci del comprensorio lametino, a partire dalle dichiarazioni del primo cittadino di San Pietro a Maida Domenico Giampà, non può essere derubricato a resistenza territoriale. È una questione di competenza, istruttoria e tutela degli aventi diritto. Se Aterp ha individuato o intende individuare immobili in Comuni diversi da Lamezia Terme, deve avere preventivamente acquisito, per ciascun Comune, lo stato delle graduatorie Erp, degli alloggi disponibili, degli eventuali decreti di assegnazione, dei contratti in corso di stipula, delle domande pendenti e delle procedure comunali attive. Un alloggio Erp ubicato in un Comune appartiene al circuito amministrativo di quel Comune. Incide sulla sua graduatoria. Incide sui cittadini che hanno presentato domanda. Incide sui nuclei familiari che hanno atteso anni. Incide su posizioni che, pur non essendo ancora diritti pieni all’alloggio sino all’assegnazione, sono certamente interessi qualificati, differenziati e tutelabili.
Il rischio della corsia parallela
L’amministrazione non può creare una corsia parallela, non può prendere alloggi Erp in un Comune e destinarli a soggetti provenienti da altro territorio senza verificare la graduatoria locale. Non può scavalcare chi ha presentato domanda e neanche neutralizzare assegnazioni già disposte. Non può considerare “libero” un alloggio solo perché materialmente non occupato e neanche utilizzare il disagio di alcuni per comprimere il diritto procedimentale di altri.
Il profilo dei requisiti è ancora più rilevante. Ogni nucleo destinatario deve essere verificato individualmente. Non collettivamente, non per appartenenza al campo e neppure per inserimento in un progetto sociale. Devono essere verificati: titolo di soggiorno, residenza o attività lavorativa, ISEE, composizione del nucleo, assenza di proprietà idonee, assenza di precedenti assegnazioni ostative, assenza di cessioni illegittime, assenza di occupazioni abusive di alloggi Erp. La normativa nazionale prevede conseguenze ostative per chi abbia occupato abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica. Se vi sono soggetti in tale condizione, Aterp deve chiarire se l’occupazione sia stata accertata, se operi il divieto quinquennale, se vi siano provvedimenti derogatori individuali, chi li abbia adottati, su quale base normativa e con quale motivazione. Non può esistere una regolarizzazione implicita, una sanatoria di fatto, un trasferimento che diventi assegnazione senza titolo o una procedura speciale non prevista dalla legge.
Le responsabilità di Aterp e del commissario Iannini
Qui si misura la responsabilità di Aterp Calabria e del commissario straordinario, Maria Carmela Iannini. La Regione sa esattamente come Aterp intende procedere? La Prefettura è stata informata del titolo giuridico degli immobili? Il Ministero dell’Interno conosce la procedura di assegnazione che sarà concretamente utilizzata? Il Presidente Occhiuto è consapevole del rischio che un risultato politico e istituzionale rilevante possa essere esposto a contenziosi per effetto della fase attuativa demandata ad Aterp? Il sottosegretario Ferro è stato posto nelle condizioni di conoscere se la ricollocazione abitativa avverrà secondo graduatoria, riserva legale o altra procedura formalmente valida? La domanda centrale non è se Scordovillo debba essere superato. Deve esserlo. La domanda è se Aterp stia proteggendo l’operazione o se la stia esponendo a illegittimità, impugnative, accessi agli atti, denunce, rilievi contabili e responsabilità amministrative.
Dieci domande al commissario Aterp
Il commissario Aterp risponda su dieci punti precisi. Gli immobili destinati ai nuclei provenienti da Scordovillo sono alloggi ERP? Se sono Erp, quale graduatoria comunale sarà applicata per ciascun immobile? Se non sarà applicata alcuna graduatoria, quale norma consente ad Aterp di procedere fuori dalla disciplina ordinaria? Esiste, per ciascun Comune interessato, un atto di riserva ex art. 31 L.R. Calabria n. 32/1996? Esiste, per ciascun nucleo destinatario, una domanda Erp regolarmente presentata? Esiste, per ciascun nucleo destinatario, la verifica completa dei requisiti previsti dalla normativa regionale? È stata verificata, per ciascun nucleo, l’assenza di occupazioni abusive ostative ai sensi della normativa nazionale? Aterp ha acquisito formalmente lo stato aggiornato delle graduatorie ERP di Lamezia Terme e dei Comuni limitrofi nei quali siano ubicati gli immobili? Aterp ha convocato formalmente i sindaci dei Comuni interessati prima di individuare, acquistare o destinare immobili nei rispettivi territori? Regione Calabria, Prefettura di Catanzaro e Ministero dell’Interno sono stati formalmente informati da Aterp del titolo giuridico degli immobili, della procedura di assegnazione, delle graduatorie applicabili e delle verifiche sui requisiti?
La legalità non rallenta l’operazione: la mette al riparo
Queste domande non sono ostili all’operazione Scordovillo. Sono necessarie per salvarla. Perché se gli atti sono corretti, la loro pubblicazione rafforzerà il percorso istituzionale. Se invece gli atti non esistono, o non sono conformi alla disciplina Erp, il problema va fermato ora, prima che l’intera operazione venga compromessa. La Calabria non può permettersi che la chiusura del campo di Scordovillo, finalmente resa possibile dall’intervento della Regione, dello Stato e della Prefettura, si trasformi in un contenzioso sulla legalità degli alloggi popolari. La legalità non rallenta l’operazione. La mette al riparo. La regola è una sola: prima gli atti, poi i trasferimenti; prima i requisiti, poi l’ingresso negli alloggi; prima le graduatorie, poi l’assegnazione.








