Restano in carcere Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi trentenni di origine pakistana, ritenuti dagli inquirenti responsabili del rogo che ha provocato la morte di quattro lavoratori agricoli.Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha sciolto la riserva confermando la misura cautelare più grave, ritenendo ancora sussistenti i presupposti per la detenzione. I giudici si sono riservati 45 giorni per il deposito delle motivazioni.
La difesa: “Non è una vicenda legata allo sfruttamento”
Nel corso dell’udienza, gli avvocati dei due indagati, Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, avevano chiesto l’annullamento o la riduzione della misura cautelare.
Secondo la loro ricostruzione, il movente non sarebbe riconducibile a dinamiche di sfruttamento lavorativo, ma a fatti personali estranei al contesto del lavoro agricolo.Una linea difensiva respinta dal collegio giudicante.
Le vittime: quattro braccianti uccisi nel rogo
La vicenda riguarda l’incendio divampato il 1° giugno presso una stazione di servizio IP lungo la Statale 106, in cui hanno perso la vita: Waseem Khan, 29 anni; Amin Fazal Khogjani, 28 anni; Ullah Ismat Qiemi, 19 anni; Safi Iayjad, 27 anni . Tutti braccianti impiegati nel lavoro agricolo stagionale.
Le prossime mosse giudiziarie
L’avvocato della difesa ha sottolineato che si valuterà il ricorso in Cassazione una volta lette le motivazioni del Riesame. “In base alle motivazioni decideremo se andare o meno in Cassazione”, ha dichiarato Giovanni Brandi Cordasco Salmena, aggiungendo che il documento dei giudici sarà decisivo per comprendere la valutazione su movente e aggravanti.








