“Sant’Elia e Piterà, i quartieri a nord di Catanzaro, sono senza investimenti, privi di manutenzione ordinaria, di politiche sociali adeguate e di un piano di riqualificazione che vada oltre le promesse elettorali”. È durissima la nota stampa del consigliere comunale Fabio Celia del Gruppo Misto, che parla di quartieri ridotti a isole a sé stanti, “due facce dello stesso degrado a Catanzaro, diversi per storia ma uguali nell’abbandono”.
Aree verdi nel degrado e servizi carenti
Secondo Celia, nei due quartieri la situazione sarebbe ormai diventata insostenibile. “Aree verdi ridotte a discariche a cielo aperto, luoghi dimenticati tra palazzine abusive, case popolari senza manutenzione da decenni, ascensori rotti, capannoni abbandonati, parcheggi inesistenti e fogne inadeguate”. “La conseguenza – aggiunge il consigliere – è che chi può se ne va, mentre chi resta si arrangia”. Per Celia si tratta di una periferia che vuole costruire una propria identità e che merita attenzione da parte dell’amministrazione comunale.
Nel mirino Colosimo e Fiorita
Il consigliere punta direttamente il dito contro l’assessore all’Ambiente Irene Colosimo e il sindaco Nicola Fiorita. “Questa è una responsabilità amministrativa di cui, in prima battuta, l’assessore Colosimo e poi il sindaco Fiorita devono farsi carico, dando risposte concrete ai cittadini”. Per Celia il nodo centrale resta la gestione del verde pubblico e del decoro urbano. “Non si può parlare di transizione ecologica se a Sant’Elia e Piterà le aree verdi sono ridotte a discariche. Chiedo all’assessore Colosimo un cronoprogramma vero di bonifiche, sfalci e riqualificazione”.
“Basta interventi spot”
Celia boccia anche il metodo degli interventi occasionali, definiti “una tantum”, come quelli effettuati dopo il ciclone Herry. “La messa in sicurezza sporadica non basta – denuncia – perché i residenti continuano a segnalarci una condizione di incuria e degrado persistente”.
L’appello finale
La nota si conclude con un appello rivolto all’amministrazione comunale. “Restituire dignità a due quartieri che da anni chiedono soltanto di essere considerati parte integrante della città”.









