L’ondata di calore che da giorni sta interessando l’intero territorio nazionale ha rotto gli indugi investendo in modo massiccio anche la Calabria. Dopo una prima fase caratterizzata da giornate termicamente stabili e relativamente fresche, la calura africana ha colpito con intensità diverse macro-aree della regione, facendo registrare un repentino e sensibile innalzamento delle colonnine di mercurio. Le zone più sollecitate dall’afa risultano essere, in questa prima fase, le vallate interne della provincia di Cosenza e, in particolar modo, la fascia ionica compresa tra le province di Crotone e Catanzaro, storicamente vulnerabili alle correnti sciroccali.
La mappa della calura: i dati ufficiali della rete Arpacal
I monitoraggi strumentali certificano la portata dell’evento meteo. Nella fascia oraria di massimo irraggiamento solare, compresa tra le 13 e le 14, la temperatura più elevata dell’intero territorio regionale è stata rilevata dalla stazione ufficiale del sito Arpacal nel comune di Sellia Superiore, nel catanzarese, dove si sono toccati i 38,3 gradi. Valori analoghi sono stati registrati a brevissima distanza a Botricello, sempre sul litorale catanzarese, con una massima di 37,8 gradi.
Il caldo non ha dato tregua nemmeno nel crotonese, con Belvedere Spinello attestata a 37,7 gradi e Isola Capo Rizzuto a 30 gradi netti. Nel cosentino la situazione resta speculare: le centraline hanno oscillato tra i 35,2 e i 36,4 gradi nelle aree urbane di Corigliano-Rossano e Castrovillari. A peggiorare la percezione del disagio bioclimatico concorre il fenomeno delle notti tropicali. Località come Botricello e Isola Capo Rizzuto hanno vissuto ore notturne caldissime, con minime che non sono scese rispettivamente sotto i 24,6 e i 25,3 gradi.
Monitoraggio del territorio: assenza di emergenze e criticità
Nonostante l’intensità della fiammata meteorologica e i tassi di umidità in aumento sul comparto marittimo, la macchina dei soccorsi e il sistema di monitoraggio ambientale non registrano, al momento, situazioni di emergenza sul fronte della salute pubblica o dell’approvvigionamento idrico. Secondo quanto si è appreso dalle autorità competenti e dalle sale operative della Protezione Civile, non si segnalano incendi di vasta portata o picchi anomali di accessi ai pronto soccorso legati ai colpi di calore, sebbene rimanga attiva l’allerta per le fasce della popolazione a rischio.









